lunedì 15 ottobre 2018

Ancora il candidato del Partito che governa da 70 anni voluto da una dozzina di persone

Amarezza dopo 25 anni



Pensieri politici..... 

Non pensavo dopo 25 anni da quando feci la battaglia politica (persa) perchè si facessero a Lugo le Primarie prodiane, dell'Ulivo, tra Maurizio Roi, segretario del partito, e Silvano Verlicchi, dirigente di spicco dello stesso partito, mi sarei ritrovato ancora lì.

Speravo che, come sempre (o spesso) succede con le idee buone, oggettivamente giuste, si trattasse solo di aspettare, aspettare a valle che le Primarie, nel partito DEMOCRATICO, da monte arrivassero prima o poi, con il riconoscimento costituzionale che sono gli elettori a scegliere a tutti i livelli i loro amministratori, a chi affidare la loro roba per la gestione della Cosa Pubblica, come del resto è nello stesso statuto del PD.

E' stato così per le idee del recupero del teatro (facile questo perchè c'era Valter Ricci Bitti),  del Centro Merci, della liberalizzazione dell'A14 bis, del Palazzetto dello Sport.....

Anche quest'anno invece, ancora una volta, e ancora più grave nonostante il crollo del PD, la sconfitta di Imola, una dozzina di persone si sono arrogate il diritto di scegliere loro per conto dei diecimila (??)  lughesi potenziali elettori del partito.

E ancora una volta anche Ranalli ce l'ha fatta, come fu per Ciani, per Roi, per Cortesi, ad avere la conferma dai dirigenti del partito per candidarsi la seconda volta, "Il secondo mandato sempre".

Un dirigente in una riunione :"Ma la Primarie, no?"

"Non diciamo idiozie".

Ma si sono fatte ieri in Toscana.

Il lughesi sono famosi per conservare, non sono nel loro dna le novità.

Una novità le Primarie dell'Ulivo di Prodi di 30 anni fa? Quelle con cui si eleggono i segretari del partito?     

Consola il fatto che sempre la Costituzione Democratica ci farà consegnare una scheda con almeno, speriamo, una decina di persone tra cui saremo noi, finalmente, ad avere il potere di scegliere.

E che potremo scegliere, sprofondati ormai da tempo tutti gli schemi ideologici, la persona che ci ispirerà maggiore fiducia.

Solo quando sapremo i nomi, speriamo il più presto possibile, potremo iniziare a valutare.

Sempre personalmente, tanto per essere trasparenti com'è obbligo per un giornalista che comunque ha una funzione pubblica (anche se non gliene frega niente a nessuno!), immagino che per me sarà Ranalli. 

Arrigo Antonellini

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