lunedì 1 ottobre 2018

Approvato il bilancio consolidato della Provincia

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo

Il Consiglio ha approvato il bilancio consolidato della Provincia composto anche dei bilanci dei propri organismi, enti strumentali e società partecipate.



Vale a dire le società che costituiscono il “perimetro di consolidamento” della Provincia i cui bilanci fanno parte a pieno titolo del bilancio di consolidamento dell’ente provinciale, e sono Acer, ente delta del Po, Ravenna Holding, Agenzia della mobilità Romagna e Lepida. In buona sostanza l’atto in approvazione del Consiglio ha la funzione di rappresentare la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall’ente attraverso le varie articolazioni sopra richiamate. I risultati complessivi del consolidato in oggetto registrano ancora una perdita di esercizio di 1.335.426,44, dato migliorato rispetto alla gestione dell’anno 2016 che si era chiusa con una perdita di 11.229.941,19, mentre la gestione operativa passa da un risultato negativo di 6.196.000,00 a un saldo positivo di 1.800.000,00 nel 2017.

Non vi sono critiche sui dati soprattutto se raffrontati a quelli dell’anno precedente, ma sono ancora evidenti le perplessità proprio nelle scelte politiche di queste amministrazioni di costituire queste società e partecipate.

Questi dati, tuttavia, mettono in risalto uno scenario comunque preoccupante nel quale si confermano alcuni elementi cronici. Vale a dire pochi fondi a disposizione, tagli insostenibili alle entrate e altre voci che determinano situazioni di squilibrio oltre a creare serie difficoltà a garantire i servizi. E’ vero che qualche apertura si coglie nella Legge di bilancio dello Stato 2018, ma ancora è lontano il raggiungimento degli obiettivi basilari e imprescindibili per il possibile rilancio dalla Province, - qualora abbiano ancora ragione d’esistere - !

Stiamo parlando, insomma, di un ente i cui risultati rispetto all’anno precedente sono migliorati, ma persistono tuttora serie difficoltà non certo ascrivibili alla cattiva volontà o imperizia tecnica amministrativa, ma soprattutto per responsabilità dello Stato che non ha tenuto conto dell’esito referendario e continua a compromettere sensibilmente il fragilissimo nesso tra esercizio delle funzioni e risorse occorrenti per compiere le attività di base restanti in capo all’ente.

In ultima analisi, dunque, se la Provincia deve continuare a svolgere una qualche funzione, va messa nelle condizioni di disporre delle risorse necessarie sviluppando un più vigoroso ed efficace rapporto con lo Stato e la Regione, oltre a perfezionare collegamenti virtuosi con le altre province per dare corpo all’ambito ottimale di area vasta della Romagna. Argomento, quest’ultimo, di cui si parla ben poco soprattutto per motivi di campanile! Il tutto a detrimento dei cittadini.

Gianfranco Spadoni consigliere “Civici” Provincia di Ravenna

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