sabato 27 ottobre 2018

"Bisticci" sui nomi nel PD lughese

La fotografia de il Messaggero il settimanale della Diocesi  


Matteo Pirazzoli fa il punto sul quadro politico lughese ormai a sei mesi dal voto.

Parte dall'unica candidatura in campo, quella della domanda di conferma da parte dell'attuale sindaco, Davide Ranalli, annunciata già a marzo, con un un insolito anticipo, evidentemente per fugare ogni eventuale dubbio in merito. 

"Ma non si è trattato di un percorso liscio e lineare - scrive Pirazzoli. E' sorto anche un giallo legato ad un post su fb in cui Ranalli scriveva di voler fare un passo indietro per lasciare aperto il campo del centrosinistra, un post poi però rimosso.

Ranalli - dice ancora Il Messaggero - ha spiegato che il dibattito attorno alla candidatura stava riducendosi a soli bisticci sui nomi e che il post era un modo per spronare i detrattori, sfidandoli a tirare fuori le idee".

Ancora una volta i dirigenti del PD hanno "deciso di decidere" loro, che non fosse "opportuno" far decidere agli elettori.

Ma sempre a sinistra - continua - altre due liste hanno fatto sapere di voler essere della partita.

Una è Lugo Futura presentata da Giovanni Valentinotti e Mario Betti che dice di non essere il PD.

L'altra guidata dall'ex assessore provinciale Gilberto Minguzzi, Partecipazione-Sociale che punta a rinnovare la cultura di sinistra.

I Cinque Stelle, con l'obiettivo di riproporre a Lugo quanto successo a Imola, si presenterà da sola, con Domenico Coppola candidato a sindaco del 2014 che non si presenterà per lasciare spazio a volti nuovi.

Nel centro destra si dà per assodato l'accordo tra Lega, Forza Italia  e Fratelli d'Italia, andando avanti - dice la segretaria provinciale della Lega Samantha Garrdin - con la convinzione di vincere al primo turno. "Stiamo ragionando su tre candidature, due uomini e una donna". 

Quindi Per la buona Politica che già nel 2014 conquistò il ballottaggio ed è inevitabile che molti guardino a questa esperienza per provare a dare la spallata a chi governa da settant'anni".

Con quattro candidati "convinti" di vincere si può già prevedere che la Gardin sbaglia perchè la matematica dice che appare quanto meno improbabile che uno solo di loro raggiunga il 50 per cento.

Dopo, al ballottaggio, sarà una "gara dura", probabile come succede in questi casi, che si voterà "contro" chi non si vuole che vinca. 

Arrigo Antonellini

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