lunedì 29 ottobre 2018

Ma chi sono? Che meraviglia!

Ieri il loro "Gobbo di Londra" al Moderno di Fusignano 



"La Compagnia del Cancello di San Giuseppe di Faenza presenta il musical "Il Gobbo di Notre Dame".



La compagine è formata da un gruppo di giovani e meno giovani accomunati dalla stessa passione per il teatro, la musica, il balletto, e le arti figurative in genere, dalla voglia di stare insieme e dalla finalità comune di raccogliere fondi da devolvere per progetti sociali ed umanitari".

Queste le cose che sappiamo perchè contenute dal comunicato che ci è arrivato dal Teatro, sufficienti per stimolare la nostra curiosità per esserci, oltre alla passione per il capolavoro di Victor Hugo, letto più volte, visto in prima nazionale nel musical di Cocciante a Roma e più volte in TV.

Quaranta artisti, quasi tutti ragazzi (non tutti però) bravi attori, cantanti, ballerini, almeno una dozzina di tecnici e "aiutanti", costumi perfetti, oltre due ore di un godimento forte, assolutamente sorprendente per un teatro, comunque di periferia, quello che abbiamo "ammirato".

Lo spettacolo è' stato proposto dalla, a dir poco, meritevole Parrocchia, nella rassegna "A teatro con mamma e papà", esaurito in maggioranza, appunto da bimbi.

Un testo non adatto ai bimbi, il dubbio di partenza? Troppo negative le violente passioni da adulti, dei protagonisti? 

La risposta indiscutibile è che si sono diverti tantissimo e che i bimbi conoscano, inizino ad amare il teatro, è un valore troppo grande.

Ma ora la curiosità è tanta, insieme all'ammirazione. 

Come fanno a dedicare tanto tempo, a spendere tanto della loro vita, di giovanissimi  (compreso il dato che con loro, al fare con loro, non manchino gli adulti, integrati con i giovani) a mettere tanto impegno nelle prove, negli spettacoli, ad assere artisti tanto bravi?

Si intuiscono due dati, l'amore per il teatro e la raccolta di fondi per progetti sociali ed umanitari.

Che meraviglia.

Un'eccellenza del Penso Positvo, un'iniezione di fiducia sul domani.

Speriamo possa essere fatta godere anche ai lughesi, adulti.


Arrigo Antonellini 

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