lunedì 15 ottobre 2018

Selvatico

Riceviamo da Massimiliano Fabbri e pubblichiamo


Il primo movimento di questa mostra diffusa, che aprirà sabato 10 novembre a Fusignano, si costruisce intorno a una doppia esposizione che affianca la pittura fatta di ombre e neri di Daniele Galliano e Andrea Chiesi al Museo san Rocco e, a fare da controcanto, quella multicolor di Marta Sesana e Giuliano Sale al centro culturale Il Granaio. 



L'intero percorso espositivo e la geografia di Selvatico, che abbraccia in tutto trentasei artisti provenienti dal panorama nazionale, connettendo paesi e città (con musei e spazi espositivi, gallerie e palazzi sonnambuli), oltre a Fusignano, disegna una mappa che congiunge e collega, come arcipelago, anche Cotignola e Ravenna; lo fa attraverso uno sguardo plurale e ramificato sulla pittura contemporanea (italiana) che parte dall'evocazione di un'opposizione e polarità, dal sovrapporsi e sfumare, e dall'incontro divergente di due termini legati a una radice comune che al tempo stesso li apparenta e avvicina: Fantasia e Fantasma. 

Fantasie e fantasmi come processi e meccanismi che stanno alla base del formarsi e affiorare del pensiero e delle immagini, crediamo anche di quelle dipinte. E pittura sempre oscillante perché, dentro al problema della rappresentazione, è capace di tenere e contenere mondi, e distanze, tra narrazioni e quasi storie da una parte, stratificazioni, sparizioni, residui di gesti e visioni dall'altra. 

Pittura come contraddizione, fatta da sguardo bifronte; tra immaginazione e memoria. In occasione di questo nuovo episodio, Selvatico stampa il suo tredicesimo libro, complementare e in continuità con quello di Foresta prodotto lo scorso anno. 

Massimiliano F

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