martedì 6 novembre 2018

I sondaggi elettorali: quale potrebbe essere il nostro domani?

I sondaggi elettorali: quale potrebbe essere il nostro domani?
Di Tiziano Conti

Ho letto il commento che Enrico Mentana, sempre molto obbiettivo nelle sue riflessioni, ha rilasciato su Facebook dopo l’ultimo sondaggio elettorale di Pagnoncelli per il Corriere.

In sintesi propone quattro punti.
1. C'è un asso pigliatutto e si chiama Matteo Salvini. È l'interprete perfetto, per argomenti e modalità mediatiche, di pulsioni e esigenze che si sono fatte strada tra gli elettori.

2. Tutto l'arco della sinistra ha perso il bandolo della matassa. Il PD non riesce a superare i postumi del kappaò di marzo, né se ne avvantaggiano gli scissionisti di Liberi e Uguali, anzi. Un centro-sinistra sotto il 20% e incapace di contrastare l'inerzia dei suffragi, rischia di essere fuori gioco.

3. Il Movimento 5 stelle perde virtualmente quattro punti rispetto a marzo. È vero che punta a riscuotere il dividendo politico-elettorale che dovrebbe derivargli dall'introduzione del reddito di cittadinanza, ma è ancor più vero che soffre visibilmente la leadership di immagine di Salvini, ben più forte di quella di Di Maio.

4. La crisi di Forza Italia appare irreversibile. Diverso il discorso per Fratelli d'Italia, altrettanto marginale ma almeno già dall'inizio in sintonia con le nuove linee forti della destra. La sua collocazione all'opposizione può giovare al partito della Meloni dal punto di vista tattico. Ma è difficile pensare a un futuro fuori dal recinto salviniano.

Qui finiscono le riflessione di Mentana, che da giornalista indipendente guarda e vede la situazione italiana.

Però alcune considerazioni su cosa potrebbe riservarci il futuro possiamo farle, a partire dalle scelte del governo che andranno sicuramente in porto, vista la pochezza dei competitori.
  1. L’eccessiva crescita della percentuale “deficit - PIL” potrebbe portare facilmente a un rialzo dei tassi, con effetti negativi sul bilancio delle famiglie e dello Stato: tassi più alti sui mutui per la casa e sul debito dello Stato (con ulteriore crescita del famoso 2,4 per cento), perdita di valore dei risparmi di chi ha qualche soldo da parte. Alla fine ci potremmo rimettere tutti, sia chi ha debiti, sia chi ha risparmi.

  2. La perdita di valore dell’Europa, con il rischio che alcuni paesi (Italia, Ungheria, Austria, per citarne alcuni) inizino a guardare alla Russia di Putin più che a Bruxelles. I guai nel secolo scorso sono iniziati sempre sul nostro continente a causa delle nazioni contrapposte tra di loro, mentre 70 anni di coesione europea ci hanno garantito finora pace e stabilità.
Forse questa potrebbe essere la strada su cui ci incammineremo nel nostro futuro.

Tiziano Conti

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento