lunedì 5 novembre 2018

Il Centenario della presenza degli americani nella Grande Guerra

La presentazione del libro a cura degli autori Mauro Antonellini e Rossano Novelli


Il centenario della fine della Grande Guerra e la presenza dei miliari americani a Ravenna è stata l’occasione per prendere in esame gli avvenimenti che vi si svolsero negli ultimi sei mesi del conflitto.
Le truppe statunitensi giunsero in Italia nel 1918 ed il 24 luglio una squadriglia di idrovolanti della Marina americana fu dislocata a Porto Corsini, lungo il canale portuale di Ravenna. 

La U.S. Naval Air Station di Porto Corsini fu la prima ed unica base americana operativa in Italia durante la Grande Guerra. La perfetta organizzazione della base, sotto il comando di Willis B. Haviland, suscitò l’ammirazione delle autorità militari italiane. 

I piloti furono impiegati quotidianamente in missioni di ricognizione sul mare Adriatico e in alcune azioni di bombardamento contro la base navale di Pola. 

L’attività degli aviatori si svolse all’interno di un ampio contesto militare che comprendeva l’organizzazione della Difesa marittima di Porto Corsini e della base navale di Ravenna, le batterie costiere e antiaeree, l’operatività di torpediniere e MAS, ma soprattutto di sommergibili che potevano disporre di punti di assistenza e rifornimento. 

Gli americani lasciarono Ravenna il 2 gennaio 1919 e nei pochi mesi di permanenza si creò un forte legame affettivo con tutta la comunità locale, ancora oggi testimoniato da numerose pubblicazioni dell’epoca. 

Ravenna custodì le spoglie di cinque caduti americani, vittime di incidenti di volo, di lavoro e della “spagnola”, fino al rimpatrio delle salme avvento nel 1920.

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