giovedì 8 novembre 2018

Le elezioni di midterm negli Stati Uniti, una fake news?

Riceviamo da Tiziano Conti e pubblichiamo


Sono chiari i risultati delle elezioni midterm negli Stati Uniti svoltesi martedì scorso.

I Democratici conquistano la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, guadagnando 26 seggi; da otto anni la Camera era dominata dai Repubblicani. 


È cresciuta la presenza istituzionale delle donne e delle minoranze.

Non è ancora emerso tra i Democratici alcun personaggio pronto per la corsa presidenziale nel 2020, ma si possono già intuire alcuni potenziali candidati (Cuomo, Warren, lo sconfitto in Texas Beto O'Rourke).

Il partito Repubblicano è ormai in gran parte "trumpizzato" come non lo era nel 2016.

L'osservazione di fondo sugli Stati Uniti riguarda la profonda divisione della società americana, umana prima che politica: una frattura che è divenuta molto più profonda di quanto lo fosse prima di Trump.

Diversamente da tutti gli altri presidenti democratici e repubblicani dell'ultimo mezzo secolo, l'ascesa al potere di Trump non è stata coronata dal suo appello all'unità degli americani, ma dalla volontà di accentuare la conflittualità tra "chi è con me e chi è contro di me" agitando la “paura del diverso, in primo luogo gli immigrati”.

Per capire meglio cosa è successo, occorre anche tener conto del sistema elettorale americano.

Il Senato è composto da 100 senatori, due per ognuno dei 50 Stati che compongono gli U.S.A; il Distretto di Columbia e i territori non hanno rappresentanza. Come se in Italia la Valle d’Aosta e la Lombardia avessero ciascuna due senatori. Resta in carica sei anni e ogni due anni se ne rinnova un terzo. Il sistema elettorale è maggioritario puro: la carica va a chi prende un voto in più.

La Camera dei Rappresentanti è composta da 435 deputati, eletti ogni due anni, ciascuno nei propri Distretti, ripartiti tra gli Stati in proporzione alla rispettiva popolazione. Il sistema elettorale è sempre il maggioritario puro, ma per l’alto numero dei Distretti rappresenta meglio la tendenza politica degli abitanti degli U.SA.

Non esiste un dato nazionale del voto americano, in quanto ininfluente. Si stima che i Democratici abbiano raggiunto il 54 - 55 per cento e i Repubblicani il 45- 46. Per riflettere sul sistema elettorale americano, basti dire che Hillary Clinton, sconfitta da Trump nelle elezioni presidenziali del 2016, aveva ricevuto 3 milioni di voti in più.

Infine, una domanda, tenendo conto di come Trump sia veloce nel definire le fake news: i servizi televisivi della CNN, le attività dell’investigatore del Russiagate Muller, solo per citare due esempi.

Quale di queste due notizie è una fake news?

Trump la sera di martedì alla vista dei risultati ha twittato: “Grande successo. Grazie a tutti”.

Il nonno di Trump, Frederick, è nato in Renania-Palatinato, Germania, ed è emigrato negli Stati Uniti all'età di 16 anni.


Tiziano Conti

P.S. Le due notizie sono entrambe vere

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