martedì 27 novembre 2018

Omaggio a Marcucci

Sant'Agata e Lugo hanno ricordato una maestria eccezionale
di Armanda Capucci



Se Custode Marcucci fosse stato ancora in vita, certamente si sarebbe meravigliato, nella sua modestia, di tanto clamore, ma è quel che accade a molte persone di genio delle quali talento e doti straordinarie vengono riconosciuti soltanto dopo la loro morte.



Così è accaduto nei due giorni di omaggio all’ormai illustre liutaio santagatese. Domenica 11 novembre, nel pomeriggio, un pubblico di estimatori, proveniente
dai comuni limitrofi ed anche da fuori provincia, ha affollato la sala parrocchiale per ammirare i numerosi e preziosi strumenti di Custode Marcucci esposti in mostra, una mostra che è apparsa di breve durata tenendo conto dell’interesse che ha suscitato: viole, violini, violoncelli, contrabbassi esposti alla curiosità e dall’ammirazione dei visitatori.

A completare l’atmosfera, numerose stampe di Luca Tampieri che ha riprodotto virtualmente con estrema precisione, attraverso studi e testimonianze, la bottega di Marcucci del quale si conservano due sole immagini. Ecco, allora, ricomparire l’ambiente angusto e buio, gli strumenti da lavoro artigianali costruiti dallo stesso Custode per creare i suoi capolavori: pialle, martelli, scalpelli, tenaglie, sagome di violini e…. questo non si vede ma ci voleva: “olio di gomito”, una straordinaria abilità manuale, un raro spirito d’osservazione ed un “orecchio” speciale, da musicista, per un analfabeta che non conosceva nemmeno le note. Non erano raffinate le sue creazioni ma godevano di una sonorità tutta speciale e, se non era soddisfatto, le distruggeva egli stesso. Naturalmente, in prima linea, ecco il violino acquistato dal nostro Comune ed il contrabbasso del maestro Giuseppe Ettorre, musicista di fama internazionale e primo contrabbasso del Teatro alla Scala di Milano, di origini ravennati, venuto appositamente per onorare il grande liutaio. Interessanti le diverse testimonianze fra le quali quelle di Otello Zardi e del prof. Francesco Dalla Valle che da giovane si tratteneva nella bottega del liutaio-factotum per conoscere le sue ingegnose invenzioni. 

L’andirivieni di persone si è esaurito solo verso sera,per riprendere in forze qualche ora più tardi e partecipare al convegno su “Chiedimi chi era Custode Marcucci. La liuteria ieri ed oggi”. Come si può immaginare, erano presenti numerose autorità fra cui il sindaco Enea Emiliani che ha ricordato come, per merito di Custode e dei suoi strumenti, il nostro paese sia ricordato in tutto il mondo, e numerosi discendenti di Marcucci. 

Ciò che il pubblico ha apprezzato maggiormente è stata l’organizzazione della serata. Infatti, alle relazioni sulla biografia di Custode e sulla liuteria, si sono alternati i brani musicali eseguiti da valenti musicisti con gli strumenti dello stesso liutaio :Giuseppe Ettorre al contrabbasso, Sebastiano Severi e Antonio Cortesi al violoncello, Enrico Gramigna col violino appartenente al Comune, Guido Cantore alla chitarra: una fantasmagoria di suoni, un susseguirsi di note ora liete ora tristi che hanno suscitato grande emozione e tanti applausi. Così è stato anche nella serata successiva presso il teatro Rossini di Lugo dove si è esibito di nuovo, come protagonista, il numero uno della Scala di Milano accompagnato al pianoforte da Rosanna Carnevale, che ha eseguito brani del musicista lughese Giuseppe Maria Marangoni. 

Una vera “full immersion” in un concerto di altissimo livello.I brani si sono alternati alle recite dell’attore Franco Costantini ma gli sguardi erano tutti puntati su di lui,su Giuseppe Ettorre e sul suo “grande” contrabbasso che egli tratta come una persona (ne possiede anche un altro dello stesso Marcucci), un musicista trasformato dalla musica, che sa essere tutt’uno con il suo strumento, capace di far vibrare non solo le sue corde ma anche quelle dell’anima di chi lo ascolta. 

Eventi straordinari come questo sono rari: l’omaggio a Custode Marcucci ha potuto realizzarsi in modo così completo soltanto grazie alla fattiva collaborazione di due comuni, S. Agata e Lugo, con la laboriosa regia di Paolo Gagliardi presidente dell’Associazione culturale “La storia siamo noi” e dei suoi collaboratori.
Critiche? Il desiderio di prolungare la serata con qualche ulteriore bis, per ascoltare brani anche di autori più noti.

Armanda Capucci

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