sabato 3 novembre 2018

Quanta bellezza alla Festa della Vigilia dei Santi nella Parrocchia della Collegiata di Lugo

Riceviamo da Davide Solaroli e pubblichiamo



 La si vedeva, la si sentiva, la si gustava, la si respirava, la si toccava con mano. Più di 350 persone che hanno scelto di condividere questo importante momento di luce, di gioia, di santità. 






Perché, in fondo, quella era la Festa di ognuna di quelle persone, visto che tutti siamo chiamati ad essere Santi, ad essere “grandi” come grandi sono stati i Santi e a porci, prima di compiere ogni nostra scelta ed ogni nostro passo, non la domanda “Che male c’è?”, ma la domanda “Che bene c’è?”. I Santi hanno saputo rispondere a questa domanda spendendo la propria vita per gli altri e dedicandola eroicamente al bene. 

Essi rappresentano la parte migliore della nostra storia, della nostra terra, della nostra vita. Sono persone normali che si sono impegnate a cambiare il mondo per renderlo migliore, senza rassegnarsi ai problemi che incontravano e senza perdere neppure un attimo della loro preziosa vita a lamentarsi e a piangere su se stessi. 

I Santi sono “Belli” con la “B” maiuscola, perché la loro bellezza non è esteriore, ma viene dal cuore. Una bellezza abbagliante, come quella che appariva evidente negli occhi di tutto coloro che hanno partecipato alla Festa in Collegiata e nei sorrisi dei tanti che si sono messi al servizio affinché l’iniziativa si realizzasse al meglio. 

C’era chi si è dedicato alla cucina ed ha servito la cena, chi si è occupato dei canti e dell’animazione, chi ha allestito e proposto ai bambini un inedito spettacolo di burattini sulla vita di San Francesco, chi ha organizzato i giochi e le attività per i ragazzi, chi ha pensato al grande falò nel cortile della Parrocchia, attorno al quale ha preso vita un meraviglioso girotondo di famiglie danzanti, una catena di cuori festosi e contagiati appieno da una gioia più grande, da una verità più grande, da un amore più grande. Talmente grande che non c’è modo di trattenerlo tutto per sé, ma che fa nascere spontaneamente il forte desiderio di riversarlo sugli altri. 

Mentre suonavo la mia chitarra, accompagnando i canti attorno al falò, seguivo con lo sguardo il percorso di quella miriade di scintille incandescenti che si alzavano in cielo dal fuoco. Forse erano semplicemente “tante stelline brillanti di fuoco”, come le ha definite il mio nipotino. O forse, invece, erano una midiade di piccole gocce di luce con cui i Santi hanno voluto illuminare la strada che dobbiamo percorrere se vogliamo davvero seguire le loro orme e fare della nostra vita, come gli stessi Santi hanno fatto della loro, uno straordinario capolavoro. 

E, come dice spesso il nostro Parroco Don Leo, “i segni ci sono, li abbiamo ogni giorno davanti ai nostri occhi. Ma non potremo mai vederli se non abbiamo un cuore aperto e disposto veramente a coglierli”.

Davide Solaroli

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