giovedì 8 novembre 2018

Via via Cadorna

Riceviamo da Angelo Ravaglia e pubblichiamo


A Bagnacavallo, a ridosso dell’antico sferisterio, sopravvive una strada intitolata al generale Luigi Cadorna, collocata significativamente in periodo fascista poichè il regime lo aveva rivalutato.


La città di Udine, sede del Comando supremo dell’esercito durante la prima guerra mondiale, ha cambiato recentemente ed ufficialmente nome alla piazza a lui dedicata : oggi si chiama Unità d’Italia.

Così in tanti altri paesi italiani. Questo perché il comandante del nostro esercito fino al 1917 è stato ritenuto lo stratega che ha immolato le vite di centinaia di migliaia di soldati in sterili attacchi frontali mostrando indifferenza per le loro atroci sofferenze in trincea.

E’ ritenuto inoltre responsabile della barbara pratica delle decimazioni e di aver impedito l’invio dei pacchi della Croce rossa ai nostri soldati prigionieri degli austriaci avendoli accusati di vigliaccheria dopo la disfatta di Caporetto.

“ Erano disertori e non degni di vivere: questo il pensiero del comando supremo e di Cadorna.” Ne morirono centomila, molti letteralmente di fame.

Sarebbe opportuno cambiare nome alla via, oppure, per limitare spese ed eventuali disagi ai cittadini residenti, limitarsi a trasformare il solo nome poiché il figlio Raffaele è stato Comandante delle forze partigiane del Nord Italia raccolte nel Corpo volontari della libertà: ossia non più Luigi, ma Raffaele Cadorna.

Credo che oggi , nel centenario della fine della prima guerra mondiale (1918-2018), sia importante cogliere quest’opportunità proprio nei giorni della cosiddetta “vittoria”. Come ha scritto qualche tempo fa lo scrittore Ferdinando Camon avanzando la stessa proposta a Padova, “ aver dato il nome di Cadorna è stato ieri un errore. Mantenerlo ancora, diventa ormai una colpa”.

Angelo Ravaglia
Info: 340.5919531

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