venerdì 28 dicembre 2018

I presepi in gara al concorso delle ACLI CIttà di Lugo

La Scuola Primaria "Codazzi-Gardenghi"



Un Gaito kamishibaiya in Giappone.
Lo strumento hyoshigi.
Il Kamishibai (紙芝居 Kamishibai?), traducibile come "spettacolo teatrale di carta", è una forma di narrazione che ha avuto origine nei templi buddisti nel Giappone del XII secolo[1], dove i monaci, utilizzavano gli emakimono per narrare ad un pubblico, principalmente analfabeta, delle storie dotate di insegnamenti morali.
Il Gaito kamishibaiya, o narratore, si spostava da un villaggio all'altro in bicicletta[3].

 Una volta che si era formato un pubblico, il Gaito kamishibaiya iniziava a raccontare le proprie storie servendosi di un set di tavolette di legno sulle quali erano disegnati i vari passaggi della storia che avrebbe raccontato. 


L'usanza del kamishibai è stata quasi del tutto soppiantata dall'arrivo della televisione negli anni cinquanta, benché sia stata recentemente rilanciata nelle biblioteche e nelle scuole elementari.



E' questo l'originalissimo presepe della classe quarta A dell'Elementare di Viale Europa, la storia, in dodici disegni fatti dai bambini che si susseguono con la tecnica dei cartoni animati, di un Bimbo nato oltre duemila anni fa, non al cinema o in tv o in un tablet o in uno smartphone, non raccontata da altri, ma rappresentata, disegnata, da loro. Il tutto racchiuso in una valigetta di legno portatile per essere raccontata in famiglia, agli amici, agli altri, per essere "fatta girare".

Arrigo Antonellini    

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