lunedì 3 dicembre 2018

Un' orchestra di quasi tutti lughesi

Abbiamo fatto progressi o siamo regrediti?
di Guido Neri


Il mitico Pimpinella mi ha fotocopiato un elenco manoscritto dei musicisti che facevano parte dell’orchestra del teatro Rossini di Lugo durante la stagione d’opera nel periodo che va dal 1910 al 1930, quindi cent’anni fa.
Intanto è bello rilevare che si poteva costituire una orchestra quasi interamente di concittadini e poi che la cultura musicale era molto diffusa in tutti i ceti sociali. 

Trovo un solo basso tuba, cinque clarinetti, due contrabbassi, un corno e due flauti, due trombe e cinque tromboni, infine otto violini. In tutto ventisei musicisti lughesi e solo due professionisti entrambi col trombone emigrati poi l’uno alla Scala di Milano e l’altro alla Radio Svizzera. 

Infatti le professioni o mestieri presenti sono i più disparati da due assicuratori a tre barbieri, due calzolai, un cameriere, un cartolaio, un contadino, un distillatore, tre fabbri e un fotografo, tre impiegati e un mediatore, due orefici, un sarto e un tipografo. 

Verosimilmente quando nel 1920 al Rossini venne rappresentato l’Aviatore Drò di Francesco Balilla Pratella, la compagine agli ordini del direttore La Rotella era formata in massima parte da questi elementi e quando qualche anno dopo, nel 1924, tornò il Lohengrin di Richard Wagner (si era vista una prima rappresentazione nel 1900) questi erano i musicisti a disposizione del direttore M° Comm. Giulio Falconi. 

E’ bello il commento di un violinista che arrivato nell’osteria dopo la prima rappresentazione appunto del Lohengrin, alla domanda di un amico: alora cume’el Wagner? (allora come è Wagner?). Lui rispose: Ah l’è bel, mo ujè tanti cal not (Ah è bello ma ci sono tante di quelle note). 

Siccome a me piace molto la musica e sono rammaricato dal fatto di non saper suonare nessun strumento, mi fanno invidia questi signori che cent’anni fa mettevano il violino sotto il braccio, posati i ferri del mestiere che dava loro da vivere e indossato l’abito buono, andavano in teatro ad allietare altri concittadini. 

Non mi permetto di giudicare se in questo campo abbiamo fatto progressi o siamo regrediti. 

Guido Neri

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