mercoledì 30 gennaio 2019

In memoria dell'olocausto

Riceviamo da Davide Solaroli di per la Buona Politica e pubblichiamo

Il 27 gennaio è la giornata, istituita il 20 luglio del 2000 con legge 211, in cui si ricorda l’Olocausto, ossia il genocidio perpetrato dall’ideologia nazista nei confronti di sei milioni di ebrei e altre categorie umane ritenute indesiderabili.
Il 27 gennaio è il giorno dell'apertura dei cancelli di Auschwitz, il più grande ed efficiente campo di sterminio nazista e, per questo, simbolo stesso della Shoah. E, purtroppo, con la liberazione di Auschwitz non cessò lo sterminio: migliaia di persone conobbero l'orrore di Mauthausen fino al 5 maggio 1945, ultimo campo ad essere liberato.

Con questa cerimonia, abbiamo celebrato la sconfitta di quel criminale disegno nazista e rinnovato con forza l'impegno contro i mai sopiti rigurgiti negazionisti e contro l'antisemitismo.

Le privazioni, le vessazioni, i pericoli, i maltrattamenti, la totale e completa sottomissione forzata, sono rimasti pudicamente conservati nella coscienza delle vittime, nei loro diari e memoriali, timorosi dello scetticismo dei tanti che, finita la guerra, volevano buttarsi il passato alle spalle.

Ma il Giorno della Memoria non è l'occasione per le vittime di ricordare il dolore provato, l'estremo abbrutimento di uomini che lavorano nel fango, che non conoscono pace, che lottano per mezzo pane, che muoiono per un sì e per un no, parafrasando Primo Levi. Perché le vittime hanno portato e portano quelle vicende tutti i giorni sul proprio corpo, nelle proprie coscienze, hanno imparato a convivere con il ricordo di quell'orrore. Siamo noi che dobbiamo ricordare per avere viva la consapevolezza di ciò che è stato per non far sì che non si ripeta mai più.

La Giornata della Memoria allora ci interroga su un passato che ci appartiene sia individualmente che come Italiani. Né noi, né le generazioni future dovremo mai dimenticare gli orrori che gli esseri umani potenzialmente sono in grado di far subire ai loro simili.

Il nostro compito è anche quello di prendere ad esempio coloro che di fronte ad ingiustizie ed orrori hanno contribuito anche come singole persone a contrastare il male con ogni mezzo a loro disposizione. Uomini di ogni nazionalità che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo. Uomini che di fronte al materializzarsi del male in terra hanno saputo scegliere la via del bene, l'unica via possibile, l'unica via giusta, la via dell'amore per i propri simili e della lotta contro le derive dell'umanità. Essi sono stati chiamati Giusti tra le Nazioni e il loro esempio deve essere per tutti noi punto di riferimento quotidiano. Grazie all'azione di questi uomini giusti, migliaia di ebrei si salvarono da morte certa. Uomini che con i fatti hanno reso onore al genere umano.

Davide Solaroli
Per la Buona Politica

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