lunedì 28 gennaio 2019

La pietà è morta

Da Avvenire: Il procuratore generale di Torino
A cura di Arrigo Antonellini



Nella relazione di apertura dell'anno giudiziario: "La pietà declinata nel suo senso laico è morta. Il contrasto all'immigrazione irregolare è dovuto e sacrosanto, ma la politica è totalmente disinteressata al profilo umanitario".

C'è un principio cardine della nostra Costituzione e di ogni democrazia degna di tal nome, che non ammette deroghe o giustificate riduzioni: l'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. 

Ne esiste un altro di principio ancora più assoluto, di diritto naturale e a cui il diritto positivo (l'ordinamento vigente), se non è il prodotto liberticida di una tirannia, deve uniformarsi: il rispetto della persona e della vita umana.

Per i giudici del Tribunale dei ministri di Catania Salvini ha abusato del suo potere di ministro dell'Interno e commesso una pluralità di violazioni di disposizioni cogenti, nazionali e internazionali, privando della libertà personale i 177 migranti a bordo della nave “Diciotti” dal 20 al 25 agosto del 2018. 

Violazioni da richiedere un processo per l'accertamento giudiziale dei fatti (che, sia chiaro, potrebbe scagionarlo) e che ben poco hanno a che fare con la politica, con le scelte insindacabili di un governo e la separazione dei poteri. 

Tre Parlamentari della Repubblica hanno dichiarato che la situazione dei 47 emigranti è insostenibile dopo aver visto i loro segni delle torture subite in Africa.

I romani condannavano a 40 frustate, Salvini 47 Persone a stare con un bagno solo per il reato di essere nati in Africa dove sono stati torturati. Glielo vada a dire guardandoli negli occhi, almeno.

A cura di Arrigo Antonellini

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