giovedì 24 gennaio 2019

Tortura di Stato il trasferimento da Castelnuovo

Tristi i bimbi che perdono i compagni di classe
a cura di Arrigo Antonellini



Nei giorni della "memoria" non si può non avere memoria del bimbi portati via dalle scuole di Roma, certo questi non vanno in campi di concentramento, sempre che non li rimandino in Libia, ma è comunque una tortura psicologica, fisica...




Li chiamano a gruppi per caricarli sui pullman e portali via, "deportarli" altrove.

Sono circa 500 i partecipanti alla manifestazione silenziosa organizzata nei pressi del Centro accoglienza richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, chiuso per gli effetti del decreto Sicurezza a partire da prossimo 31 gennaio. 

Via vai di gente che porta vestiti pesanti per chi andrà in regioni più fredde. La Chiesa e il Pd e lo stesso sindaco del paese contro Salvini per i metodi da deportazione. 
Ci sono poi 20 rifugiati politici con permesso di soggiorno che invece sono usciti dalla struttura e dovranno trovarsi un alloggio da soli ! 

Altri ancora si sono allontanati in autobus verso Roma. 

Dove vado? E il lavoro che facevo qui, i mie amici, i miei compagni della mia squadra di calcio; ragazze sradicate da dove si erano integrate.

E' iniziato il trasferimento dei migranti ospiti del centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, cittadina di 8.500 abitanti a pochi chilometri da Roma. 


Altri avrebbero invece lasciato il posto da soli. 

"E' una vera e propria emergenza sociale, umanitaria e perfino sanitaria", ha denunciato il segretario del Pd provinciale di Roma, Rocco Maugliani, aggiungendo che "alcune persone sono state letteralmente gettate per strada".

Maugliani ha poi aggiunto che "parte dei migranti richiedenti asilo saranno trasferiti in altre strutture fuori dal Lazio e tra questi ci saranno tantissimi bambini che saranno sradicati dal contesto in cui sono cresciuti finora, e più di 100 professionalità che resteranno senza lavoro".

Il Cara di Castelnuovo di Porto era stato visitato da Papa Francesco e a ricordarlo oggi è stato il segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre, che poi ha puntato il dito contro il decreto Sicurezza che "mette per strada i lavoratori, la dignità e i diritti di decine, centinaia di donne, uomini e bambini, cioè di persone che in pochi secondi vengono improvvisamente separate, violentate nel loro cammino di integrazione e comprensione di nuove culture, senza conoscere nulla del proprio futuro. 


Il nostro è il governo del CONTRO

A cura di Arrigo Antonellini

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