martedì 29 gennaio 2019

Un giornalista del Cinquecento

A cura di Gian Paolo Ricci Maccarini

Nell’Archivio parrocchiale di Villa S. Martino vengono alla luce tratti di vita che divengono, a tanti secoli di distanza, fonti preziose di notizie storico-ambientali ed anche di comportamenti.
Il 13 settembre 1557, un giorno dopo l’alluvione che aveva lambito la chiesa del paese, protetta da quel Canal Ripato (ora scomparso), un cappellano riporta nel libro dei battezzati e dei morti informazioni sulla vastità delle zone colpite, anche se molto lontane, inserendo il drammatico evento, per la popolazione, nel contesto politico di quel tempo.

Si è preferito trascrivere il linguaggio dell’epoca per dare l’immediatezza ed anche la semplicità della comunicazione e per far capire che anche la lingua italiana si evolve nel tempo.

1557

a di 13 di settembris

il lunedì di notte a hore 3 di notte venne una grandissima fiumana d’aqua a tal che non fu vista mai a di nostri una tale e inundò tutto il paese eccetto alla Villa del Canal Rebbato et fecce grandissimo danno di persone di huominj e se trovorno uomini donne e bestie annegate e più si disse che s’era inundata la mittade di Fiorenza et era andata a male una gran parte di mercanzie e annegate moltissime persone e su quello di Faenza di Ravenna e su quello della Massa fece grandissimo danno di robba e ruina di case e andò dentro, e su quello di S.Agatha il simile

le fosse se rimpiereno molto bene per insino alla porta a Z…….(illeggibile)

non si potria mai esaminar il danno e la ruvina data e questo fu quando papa Paulo IV di casa Caraffa sedea nella sedia apostolica essendo il mondo in conquasso (scompiglio,guerra) cioè re di Franza et lo imperatore e il ducca di Ferrara et lo imperatore e così si aspettava il campo a Reggio et a Modena et a Rubbiera scritto per mi dominus Antonio Rauccino Ferro da Lugo, cappellano del Canal Rebbato.

Una registrazione di morte avvenuta, insolita nella descrizione usuale degli atti parrocchiali.

Sia noto e manifesto come l’Angello (Angelo) alias Battista della Vedova morse (morì) d’una imbriagadura (ubriacatura) molto gaiarda e questo fu in casa de Iacomo Vincenzo Rauccino in Lugo et fu attrovato morto in una sua camera alli 3 di gennaio del 1557 et fece per boccha tanto vino che mai non ha potuto cavar via il fettor a tal che Angello in questa fiata non era inebriato della facija di chiaro ( questa volta non si era lavato la faccia con l’acqua) ma ben di vino puzzolento e fu sepolto a San Giacomo in Lugo con gran murmuratione

Adeo quoad Angelus corius reliquit vinu dulce Laurentii Lombardinj dispensatoris vini dulcis sed deus liberet omnes nos a morte subitanea Amen 1557 (finchè l’Angelo lascia la pelle per il vino dolce di Lorenzo Lombardini, mescitore di vin dolce, ma Dio liberi noi tutti da una morte improvvisa. Cosi sia)


Da LIBER I BAPTIZATORUM ET MORTUORUM AB ANNO 1542 USQUE AD ANNUM 1552

dim.: mm. 100x273, fogli 59

Provenienza: archivio parrocchiale n. ing. Storico: 1 N. inv.: scaffale A1, busta 1

Il titolo si trova sul dorso ed è stato assegnato presumibilmente verso il 1849, quando è stata fatta la ricognizione completa dei libri canonici esistenti ed è stato compilato l’INDEX BAPTIZATORUM ab anno MDLXXII ad annum MDCCCXLVIII da parte di Giovan Battista Ricci Bitti, cappellano con l’indicazione AD 1849. Nella fronte si trova la seguente dicitura: [lib]ro Antico [c]he contiene [bat]tezzati e morti e [i]nicia l’anno 1542 [e ter]mina l’anno 1552 [………] altre notizie. Il volume riporta notizie riguardanti eventi o situazioni della parrocchia: inizia con un elenco di morti con data 1/08/1542, un inventario delle suppellettili della Chiesa non contemporaneo (forse il 1552) come si evince dalla scrittura. L’indice dei battezzati e dei morti si esaurisce con l’anno 1545; vi sono poi note di spese e testimonianza di lasciti (uno di Paulo de Ricis del 18/4/1549) Una nuova indicazione temporale di battesimi e morti a partire dal 1551 frammista a date che vanno dal 1553 al 1558, per ritornare al 1545. Nel 1555 il racconto di una “grandissima fiumana”. Vi è anche un elenco dei morti del 1582-1583. Nell’ultima parte vi è un resoconto delle Messe dette (quasi a forma di vacchetta). L’accorpamento a libro è molto antico (cinque quinterni irregolari). La lingua utilizzata è il volgare.

UN FATTO INSOLITO

Da OPERA PIA CARLONI - OSPEDALE V. S. M.

Provenienza: archivio parrocchiale N. inv.: scaffale B1, busta 26

[illeggibile] Vachetta

in prima pagina: 1688 Vachetta del Hospitale di S. Martino di Canal Rabato dove si devono notare le messe dell’anniversario d’obligo del detto Hospitale per l’anima del q Alexro Carloni fonda……. del ……ospel……. Fatto in mano del S. D. Fran.co Ponseggi economo di S. Martino di Canal Rabato li 13 ottobre 1630 e pubblicato ..gli atti del Sis. Girolamo Rondinelli notaio publico di Lugo li 4 febbr. 1631;

nello spazio successivo: “dell’anno 1738 li 6 giugno sul fare 23 passò poi Lugo la Regina delle due Sicilie figliuola d’Augusto …[III] d…[Sassonia]….[re] di Polonia quale se n’andava in Napoli di Spagna per sposarsi con D. Carlo Infante figlio di Filippo V re di Spagna [si tratta di Maria Amalia di Sassonia figlia del nuovo re di Polonia Augusto III di Sassonia, il matrimonio a Dresda fu celebrato per procura il 9 maggio 1738 con dispensa pontificia in quanto tredicenne ed il viaggio nuziale da Dresda a Napoli attraverso lo stato della Chiesa fino a congiungersi con lo sposo il 18 giugno 1738] perlochè fu un grande incommodo a’ popoli si accomi… di strade …..addobbi, suono di tutte le campane, festini e mille altri diavoli.

Ernesto Casadio in Bagnara di Romagna – Toponomastica nella storia pag. 132 afferma che il Passo della regina che individua un’ansa del fiume Santerno fra Villa San Martino e Bagnara, citato in tal modo nella mappa Manzieri dell’agosto 1765, “il toponimo ricorda il passaggio della regina Anna, moglie di Carlo IV dei Lussemburgo, …incoronato a Roma nel 1355”. E’ del tutto improbabile che un fatto risalante ad oltre quattro secoli prima sia menzionato così testualmente: è più facile che il nome ricordi invece il fatto risalente ad alcuni decenni prima; nella mappa citata esiste al di la del fiume una via che conduce verso Mordano e da Mordano verso Imola.

(a cura di Gian Paolo Ricci Maccarini)

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