mercoledì 13 febbraio 2019

Ancora sul voto in Abruzzo, numeri non chiacchiere

In casa nostra

Il Pd crolla all'11 per cento, addirittura salva per un pelo le due cifre, il candidato del centro sinistra prende oltre il 31 per cento dei voti, dei pochissimi  votanti, di poco superiori alla metà degli aventi diritto, come scrivevamo ieri.

Certo sono elezioni regionali, ma non delle leghiste regioni del nord, nè del sud dei grillini.

Per il PD dal 40 di pochi anni fa, all''11!

Non piace chi comincia a perdere voti, la nave che affonda va abbandonata, poi con il suo No a di Maio il Pd si è emarginato da solo, si è messo in castigo da solo dando il via libera a Salvini.

In Abruzzo hanno però però votato il centrosinistra quasi un terzo degli elettori, quelli che sono "contro" Salvini hanno avuto quattro punti in più rispetto ai salvinani.

Chi ha votato Berlusconi e la Meloni è più antisalviniani di chi ha votato a sinistra, sono elettori di destra, se non hanno votato Salvini chiaramente a loro lui non piace.

Dunque il primo esame dice che sono "solo" uno su quattro gli abruzzesi salviniani! 

Ma lui è felice, per i media è lui il vincitore, e gli altri tre elettori su quattro?

Ma è con il 17 per cento delle politiche che Salvini ci governa, se non altro perchè ha molta più personalità del giovane Di Maio.

Alle politiche con i voti dei LEU, Potere al Popolo e +Europa (ci faceva schifo l'europeismo da cui tra l'altro ora dobbiamo ripartire!) avremmo fatto il 25,7, non tanto meno dei Cinque Stelle, tanti di più di Salvini.

Di questa cosa delle divisioni della sinistra ne abbiamo le palle piene da un secolo!

E un sassolino dalla scarpa va tolto: il progetto politico di Bersani, di Errani, di D'Alema, le loro laceranti presenze da noi in campagna elettorale con gli elettori, confusi, "sconvolti", cosa ha fruttato? 

La politica come servizio al prossimo, per il bene, la qualità della vita degli italiani! dov'è finita?

Ma Renzi era tremendamente antipatico, è un democristiano non un comunista, bisognava pure punirlo.

E anche alle comunali bisogna pur distinguersi con una propria lista a sinistra, comunista!

Arrigo Antonellini 

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