mercoledì 6 febbraio 2019

Dominik Paris è campione del mondo

Un popolo di sciatori?

Fenomenale. Dominik Paris è campione del mondo. 


Ad Are l’oro del superG va al fuoriclasse italiano e a vederlo in pista viene da chiedersi come sia possibile che sia soltanto la sua fantastica prima volta. 

Come aveva già dimostrato in questa stagione, con il doppio trionfo di Bormio e lo show in discesa a Kitzbühel, Domme conferma di essere il numero uno della velocità nello sci alpino. Senza rivali. 

Perché è vero che vince soltanto con nove centesimi di vantaggio sul francese Johan Clarey (a 38 anni il più vecchio medagliato di sempre) e sull’austriaco Vincent Kriechmayr, argento ex-aequo, ma lo è altrettanto che la sua gara è stata “sporcata” da un piccolo errore nel finale che gli ha fatto perdere qualche centesimo di troppo e lo ha costretto a soffrire aspettando man mano che i suoi avversari venissero giù.

Domme, partito con il pettorale numero 3 come aveva fatto martedì Sofia Goggia, è stato spaziale nella parte centrale del tracciato: oggi al mondo non esiste nessun atleta capace di far volare gli sci quanto lui, che ha nella scorrevolezza il suo punto di forza. 

A questo aggiunge la ricerca della linea perfetta e quasi sempre la trova. Anche in alto non è stato il migliore, al punto da avere solo il settimo tempo al primo intermedio, poi col passare delle porte ha aumentato la propria velocità e nessuno è stato in grado di raggiungerlo.

Peccato che con lui sul podio non ci sia Christof Innerhofer, l’ultimo italiano che prima di Paris era stato capace (nel 2011) di diventare campione del mondo. Il quarto posto è beffa dopo una gara quasi perfetta, nella quale, come sempre, l’altoatesino conferma di essere tecnicamente tra i migliori del Circo bianco. 

Purtroppo non basta perché nella parte centrale Inner perde terreno e alla fine chiude a 35 centesimi da Paris e a 26 dalla coppia Clarey-Kriechmayr. 

La grande prova di squadra dell’Italia è arricchita anche dall’ottavo posto di Mattia Casse, che parte con il numero 30 ma fa una gara alla pari dei migliori, contenendo il ritardo a 50 centesimi. Finisce fuori, invece Matteo Marsaglia, ma tutto sommato può festeggiare anche lui. Avrà la discesa di sabato per rifarsi personalmente, ora può brindare al trionfo di Paris.


Ma siamo un paese di navigatori, una penisola quasi completamenti bagnati da acque, calde, temperate, un paese Mediterraneo, quasi africano,
Che ciazzecca la neve con l'Africa? Grandi noi!!

ana

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