lunedì 18 febbraio 2019

Il NO del PD

La difesa di Renzi
di Arrigo Antonellini



E' stata pubblicata pochi giorni fa da il Resto del Carlino. 

Non riprendo le sue motivazioni che a lungo ha avuto occasione di esprimere, c'è solo da notare come appaia strano che senta il bisogno di ripeterle dopo tanti mesi.

Ribadisco che la sostanza del suo ragionamento sia quella dell'interesse del PD.

Poi che fosse impermalosito per tutto quello che i Cinque Stelle gli dicevano quando governava lui, è un'altra storia....

Voto PD da sempre ma da persona cui se il PD abbia l'11 o il 22 per cento non gliene frega niente. Non mi cambia la vita in nessun modo, la cosa, non la cambia al mio prossimo, quello italiano del miliardario prossimo che ora sta vivendo con me.

Capisco che la cambi, frazionando il voto sui territori, a chi, con il 22 invece dell'11 a livello nazionale, si trovi ad avere nel suo comune il 51 e possa così governare. 

Credo che la domanda debba essere se quel no fosse stato un sì, se la situazione del Paese, degli italiani, sarebbe oggi peggiore o migliore?

Sono passati nove mesi, sufficienti per valutare.

Non solo degli italiani ma anche di migliaia di altre persone, quando abbiamo detto quel no eravamo totalmente consapevoli che eravamo noi a chiudere la porta in faccia allo "straniero", al bisognoso, al povero, facendo del nostro Paese un paese "disumano". Pensavamo, pensiamo, che protestare serva a qualcosa?

Carino poi il giochino: sino ad ora non bastano le dita di due mani per contare i giorni di quasi precrisi per i litigi tra i due, con noi sarebbero stati di più? Da nove mesi si vive solo di litigi tra i Ministri, se ne dicono di tutti i colori con il sorriso di Salvini sulla bocca.

Quando ho tempo le riconto ipotizzando quanto avremmo litigato anche noi e su cos'altro avremmo litigato....

Impossibile dare fiducia ai mercati, agli imprenditori, a noi consumatori.

Con un sì, allora, il Pd in Abruzzo avrebbe preso l'11% o di più? Tanto per stare alla logica dell'interesse di partito?

Gli italiani oggi starebbero meglio o peggio?

Perchè un tema rivolto al passato è però ancora interessante?

Se il Governo cadesse?

Il Pd sarà ancora spettatore del tentativo di Salvini di formare un nuovo governo con Berlusconi?

Se questo tentativo fallisse daremmo il via libera a nuove elezioni per portare in Parlamento a fare gli interessi degli italiani, poco più della metà dei parlamentari che abbiamo ora?

Certo che saremmo l'ultima ruota del carro del governo, la principale delle motivazione del no secondo Renzi, ma per servire il prossimo ci vuole umiltà, la sperimenta chi serve il prossimo nelle forme meno nobili della politica.

Capisco che questa cosa non si addica a Renzi, come nemmeno alla cultura comunista.

Anche l'ultima delle ruote incide sulla qualità della vita del prossimo, se è questo l'obiettivo della Politica con la P maiuscola, "mei che gnit" !

Arrigo Antonellini   

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