venerdì 22 febbraio 2019

Migranti: è ora di riscrivere le regole

Cosa fare, come fare lo dice il sociologo Stefano Allievi
Seconda puntata. "Perchè ci muoviamo"



La nuova rubrica del venerdì, la prima puntata venerdì scorso 15 febbraio

I migranti sanno di rischiare la vita mettendosi in mare nel modo come lo fanno e spendendo tantisssimo, ma negli ultimi trent'anni abbiamo chiuso tutti i canali migratori regolari e non hanno quindi altro modo che questo irregolare.

Se si chiude la vendita di liquori ovvio che si apre un mercato di contrabbando dei liquori.


Ai migranti pensano le mafie internazionali.

La diversità ci fa paura ma attrae anche.

Un matrimonio su dieci in Italia è un matrimonio misto.

Il 36 per cento degli studenti scelgono l'Erasmus, i bambini fanno esperienze positive di integrazione.

L'accettazione dell'integrazione si risolverà con il passaggio generazionale (non servirà un altro Salvini N.d.R).

Poi come la storia insegna, oggi i poveri ci fanno paura.

Ma una volta arricchiti, come successe per gli italiani migranti nel mondo, con gli stranieri saremo molto più ospitali.

La prima cosa da fare è riaprire i canali di migrazione regolare.

In questo modo gli Stati riprenderanno in mano il controllo dei confini e sarà facile gestire ogni tipo di irregolarità.

Vanno ovviamente poste condizioni: fedina penale pulita, pagamento anticipato del viaggio di ritorno in areo e obbligo dell'assicurazione in anticipo per tutta la durata del visto.

I migranti spenderebbero molto meno, eliminato il ruolo e quindi il guadagno delle mafie, i campi di lavoro, le violenze corporali, le continue richieste economiche alle famiglie di origine.


Da "Segno" 

trimestrale dell'Azione Cattolica Italiana

La nuova rubrica del venerdì, la terza e ultima puntata venerdì prossimo 1 marzo.

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