martedì 12 febbraio 2019

Sempre più Salvini

Affluenza a rischio di democrazia 


Ci siamo dati una Costituzione che sancisce che il potere è del popolo.

Se il popolo il potere non lo vuole bisogna cambiare la Costituzione. 

Perchè il popolo dica di volerlo, il potere, deve ovviamente essere la maggioranza degli elettori ad andare ad esercitarlo, andando appunto a votare; se la maggioranza non lo fa, è chiaro che non lo vuole e che quindi il potere debba essere dato ad altri. 

E' stato del 53,12% il dato dell'affluenza alle urne nelle elezioni regionali in Abruzzo, in calo rispetto a quelle del 2014 (quando aveva votato il 61,55%), un ennesimo calo di ben otto punti, ma quasi il venti per cento in meno del 4 marzo. 

Vittoria netta del centrodestra. Marco Marsilio è il nuovo governatore d'Abruzzo, ottenendo quasi il 50%.

A seguire Giovanni Legnini, centrosinistra,  al 31,5%. 

Addirittura sotto il 20% il candidato pentastellato Sara Marcozzi, crollo importante per il M5s che solo un anno fa alle politiche era primo partito in regione con il 40% dei voti.

Sono passati gli anni di Berlusconi, la parentesi di Renzi, viviamo gli anni di Salvini, quanto dureranno è difficile dirlo.

Dipenderà anche dal cosa fanno, faranno, chi oggi perde, il M5S ed il PD.

Continueranno a stare a guardare il protagonismo di Salvini, che tra l'altro ha anche il vantaggio di avere due carte in mano, continuare ad emarginare Di Maio oppure tornare a Berlusconi.

Cosa serve? Serve un anti-salvini, un leader che sappia coagulare tutti, ma proprio tutti gli italiani, quelli cui la politica dei no, cui non piace il no al prossimo svantaggiato, a partire dal M5S che non può agitarsi solo per la povertà degli italiani, ma di tuttti, quelli cui non piaccia il litigare con i vicini di casa, chi vede invece nell'Europa unita il nostro futuro.

Ma a sentire Giachetti a Porta a Porta dire che la strada non è l'unione, lo stare insieme, c'è da mettersi la mano nei capelli.

"Se ci mettiamo insieme poi si litiga" dice!?. Lo stare insieme di Salvini e Di Maio, il come sa farlo Salvini non insegna niente? Gli italiani stanno meglio con loro che con noi anche se non siamo identici?

L'11% da soli di Domenica in Abruzzo per rinascere, con un crollo del 100%, è la la base per ripartire, per arrivare al 50 per cento?

Intanto l'Italietta da sola, anche quella di Salvini che grida al nostro grande ruolo di trentennale memoria, nel mondo della Cina e degli Stati Uniti, sarà solo periferia, una povera periferia.

Serve un leader che sappia riportare al voto i tanti che se ne sono allontanati.

Fu così per l'Ulivo che seppe aggregare, ce la possiamo cavare solo così perchè in mano a Salvini non c'è un futuro di speranza per un popolo, per una nazione.

Speriamo che anche il M5S stia meditando, in Abruzzo sono già crollati di quasì la metà rispetto al 4 marzo!   

Arrigo Antonellini

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