mercoledì 6 febbraio 2019

Un Sanremo piatto

L'Italia è un pochino più intelligente colta
di Arrigo Antonellini

Serve più spontaneità non recitare le "battute" (battute??) del copione imparate a memoria, tante, troppe di livello decisamente basso.


Sino al ridicolo di "Nella vecchia fattoria" dove sono finiti.

Una cosa come il festival di Sanremo con quello che costa, con il costo della pubblicità che ne è stata fatta, doveva essere classificata alla voce cultura, nel vostro giornale, non ci penso nemmeno!

Poi, annotazione cattivissima, poteva fare ameno Bisio di salutare Boccelli con un ciao con la mano, ma la critica deve essere cattiva, diversamente che critica è?

Le canzoni? Non so quante ne abbiano escluse tra quelle che avrebbero voluto esserci, ma ne potevano lasciare indietro qualcuna in più, saremmo andati a letto prima. 

La cosa più carina? La sigla finale (all'una e quarto!), tutti "insieme", "insieme" comunque.

Poi cos'è questa cosa che dura anni, la presunzione di terminare a notte fonda nei giorni tra settimana, qualcuno che deve andare a lavorare presto, c'è ancora.

Ma poi c'era il duo Boccelli e Baglioni e Boccelli e il figlio, e allora è stata un'altra musica!

ana

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