sabato 23 marzo 2019

Una terza via alla prossime elezioni amministrative a Conselice

Riceviamo da Tiziano Bordini Rifondazione Comunista Comunisti Italiani Per la Sinistra e pubblichiamo
Credo in un Comune che abbia le potenzialità per essere laboratorio di nuove pratiche sociali, di opportunità lavorative per i propri cittadini con forme cooperative e di associazionismo, di esperienze lavorative che non siano solo sfruttamento ma realizzazione di se stessi e di progettualità comuni.
Voglio, un Comune che sappia fornire ai propri cittadini la necessaria protezione sanitaria e assistenziale battendosi per ottenerla nei confronti degli interlocutori esterni o intervenendo in maniera creativa ove essa manca, che sappia garantire opportunità formative permanenti, che non lasci nessun indietro e che non chiuda con le esperienze economicamente praticate ma che colga le nuove opportunità che la rivoluzione informatica ha aperto a realtà come la nostra, Un Comune che da periferia possono diventare nodo informativo e produttivo.

Chiedo un Comune che per la sicurezza stradale lavori prima sulla prevenzione e poi sulla sanzione e intanto si batta veramente per difendere mezzi di circolazione alternativi in particolare su rotaia.

Voglio un Comune in cui essere sicuro quando lavoro, quando mi diverto, quando usufruisco dei suoi servizi, ma che non avvalli il crescere della separazione, dell’odio e della paura, di fortini di carta e di nemici inventati per distogliere lo sguardo da un declino economico e sociale di cui le politiche nazionale praticate hanno grande responsabilità, recentissime e meno recenti.

Voglio una nuova politica edilizia e residenziale che non si rassegni al crescere dei cartelli “vendesi” e al degrado edilizio, ma che sperimenti nuove forme di recupero e di convivenza abitativa con azioni di incentivo e stimolo.

il Comune di Conselice è una unità amministrativa contenente reti e comunità tra loro non sempre connesse. L’orgoglio di appartenenza e la voglia di relazionarsi non dipende da un cartello stradale, ma dalla pratica del fare e da una socialità orizzontale. Possiamo recuperarla, sostenere chi la pratica con abnegazione ma fatica in attesa di aiuto e ricambio. Praticare il confronto la commistione di culture tra quelle stanziali e quelle in ingresso. Allora potremo parlare di una nuova stagione di comunità.

Mai come oggi siamo ad un bivio. Occorre l’aggregazione di un fronte popolare che faccia scegliere la strada giusta. Una terza via tra quella praticata sino ad ora dal Partito Democratico anche localmente che si sta impantanando e quella proposta anche localmente dalle forze di destra e di governo nazionale che hanno sempre più le caratteristiche di una “selva oscura”.

L’appello vede come primi referenti le forze politiche comuniste che coerentemente hanno sostenuto il tenace lavoro fatto in questi anni in Consiglio e sul territorio per essere propositivi e vicini alle richieste dei cittadini e che non rinnegheranno la propria appartenenza e i propri simboli, ma è aperto ad altre esperienze, proposte e contributi politici e sociali che partendo dalla premessa di cui sopra, lavori per raggiungere la definizione di un programma comune. Una lista a cui si adatta bene la definizione di “comunitaria” e non quella di “civica”.

Le liste “civiche” sono un modello in crisi anche in territori dove avevano in passato conseguito affermazioni rilevanti. Se sono eterogenee si basano sul concetto che a Conselice si possano non avere differenze poi quando gli appartenenti divergono sulle questioni nazionali vanno in pezzi (anche nell’ultima legislatura ad esempio) Se sono omogenee sono dichiaratamente mascheramenti di partiti (siano di centro sinistra o di centro destra) e allora a che pro? Si renda esplicito simbolo e appartenenza agli elettori.

Il Comune e chi lo rappresenta devono essere scudo e spada del cittadino. Scudo ogni volta che viene richiesta la legittima tutela e la difesa del territorio, dell’ambiente, del posto di lavoro, dei diritti costituzionali, nel riconoscimento della differenza di genere e nella lotta contro ogni violenza e discriminazione per quanto essa possa mascherarsi. E metaforicamente spada, quando ci sia da spezzare catene che imprigionano il libero sviluppo di ciascuno che è la condizione per il libero sviluppo di tutti.

Diamoci la possibilità di pensare ad un futuro migliore per i tanti cittadini che lo meritano, per quelli che erediteranno ciò che abbiamo costruito e per coloro che lo avrebbero voluto e che sarebbero contenti di vedere che non hanno lottato invano. Costruiamolo insieme!

Tiziano Bordoni
Capogruppo Rifondazione Comunista Comunisti Italiani Per la Sinistra per il Comune di Conselice

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