martedì 2 aprile 2019

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Per la stagione concertistica del Teatro Rossini


Venerdì 5 aprile alle ore 20,30



Die Hebriden – Overture

Orchestrazione per WKO di Matteo Angeloni*

Paolo Marzocchi

Little Symphonies

Sei poemetti sinfonici per ensemble

Storia di un dinosauro, un cane e un gatto

La principessa Anna

Quattro gatti a Villa Ghigi

Francesco nel Temporale

I quattro amici

Una bella giornata per…

Rendering di progetti sinfonici dei bambini della Scuola MAST, realizzati nell’ambito del progetto “Nel suono del segno” condotto da Sonia Peana e Paolo Marzocchi

Franz Schubert

18 Deutsche Tänze op. 33

Orchestrazione per WKO di Carlo Tenan

Ludwig van Beethoven

Concerto n.1 in Do Maggiore op.15 per pianoforte e orchestra

Cadenza concertante di Lorenzo Pagliei (commissione WKO)*

Orchestrazione per WKO di Paolo Marzocchi

Pianoforte: Vincenzo Maltempo

Direttore: Carlo Tenan

WUNDERKAMMER ORCHESTRA

* Prima esecuzione

Nella seconda residenza artistica presso il Teatro Rossini di Lugo, la WunderKammer Orchestra torna al suo organico consueto, quello dell’orchestra sinfonica ridotta alle minime dimensioni possibili, o se si preferisce dell’ensemble cameristico ampliato fino ad accogliere tutti i colori dell’orchestra sinfonica. Obiettivo primario dell’ensemble è creare un repertorio per premettere di portare la musica sinfonica dove questa non riesce ad arrivare, o per ragioni di spazio o di budget.

Per questo motivo, l’Associazione che sta dietro ai musicisti ha sostenuto e promosso la realizzazione di trascrizioni ed elaborazioni di brani tratti dal grande repertorio sinfonico, molte delle quali sono state eseguite a Lugo per la prima volta.

Anche questa volta abbiamo delle prime esecuzioni: il concerto si apre con la celebre Overture “Die Hebriden” op.26 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, nota anche con il titolo “Fingals Höhle” (“La grotta di Fingal”). Il brano fu composto nel 1829-30, da un Mendelssohn ventenne fortemente suggestionato dalla visita alla grotta marina sull’isola di Staffa, nelle Ebridi. Il pezzo ebbe sin da subito un successo enorme, con ammiratori del calibro di Johannes Brahms e Richard Wagner, che la definì l’overture migliore di tutta la musica romantica. La versione per WunderKammer Orchestra è stata realizzata dal compositore Matteo Angeloni.

Seguono le “Little Symphonies” di Paolo Marzocchi, il quale essendo in questo momento anche colui che scrive queste note, si trova nel compito un po’ imbarazzante di dover commentare se stesso… Posso però subito mettere le mani avanti, e affermare che le “Little Symphonies” sono una raccolta di pezzi che non ho scritto io. O meglio, li ho scritti, ma non li ho pensati.

Come dice il titolo, sono sei piccolissimi “poemi sinfonici”, piccole storie in musica pensate e trasformate in partiture grafiche da bambini di cinque anni. E trasformate in partiture eseguibili dal sottoscritto, attraverso una metodologia che chiamo del “rendering”. Come avrebbe detto Schumann, delle “Kinderszenen”, delle “scene infantili”. Per cui ecco la storia di un cane, un gatto e un dinosauro; la storia della principessa Anna che, in mezzo a fiori che sbocciano e farfalle che volano viene colpita da un fulmine, ed inizia a cantare; o la storia di un fiore arrabbiato che incontra una lucciola; fino ad una sottilissima storia di emarginazione, raccontata come può farlo un bambino di 5 anni.

La sperimentazione in cui sono state prodotte le composizioni è stata resa possibile grazie alla Fondazione Mast di Bologna, ed è stata condotta da Sonia Peana e da chi scrive insieme ai bambini del Nido Mast, che hanno dato tutte le indicazioni possibili su strumenti, timbri e ritmi. Questa è vera prima volta che i pezzi, di assoluta avanguardia, vengono presentati ad un pubblico “normale”.

La seconda parte del programma si apre con lo Schubert salottiero delle “Deutsche Tänze” op. 33 D 783, piccola ed elegante raccolta di temi di danza per pianoforte, composta da Schubert tra il 1823 e il 1825, che Carlo Tenan trasforma in un divertimento sinfonico, utilizzando tutte le risorse e i colori a disposizione, con il largo impiego di percussioni che è un suo tratto distintivo.

Infine, come annunciato più di un anno fa, la WunderKammer e il Teatro di Lugo proseguono nella realizzazione dell’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, con cadenze concertanti commissionate a compositori contemporanei.

Questa volta presentiamo il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 op.15 in Do Maggiore, composto da Beethoven proprio mentre Franz Schubert si preparava a venire al mondo: tra 1796 e il 1797. Anche se Beethoven lo ha numerato come Concerto n.1, in realtà ne aveva già scritti altri due, il secondo dei quali, rielaborato diventerà il Concerto n.2 op.19.

Nonostante l’estetica chiaramente settecentesca, potremmo dire “alla moda” del tempo, il concerto presenta secondo me chiari tratti beethoveniani. In particolare le figurazioni del

l secondo tema del primo movimento, l’uso quasi estremo degli sforzati, e ancor più nell’ultimo movimento la creatività sfrenata dei temi quasi zingareschi, sono tratti peculiari di uno stile che già allora era diverso da tutti gli altri. La cadenza concertante del Concerto n.1 è affidata a Lorenzo Pagliei, il quale parte proprio dalle convenzioni dell’epoca, immaginando una schermaglia quasi teatrale tra il solista e l’orchestra. Poi il gioco si fa più complesso, e il materiale di Beethoven si rivela ricchissimo di pieghe e anfratti da cui far germogliare episodi funambolici, in cui il timone è sempre saldamente nelle mani del pianista. Ma l’orchestra è sempre presente disegnando aloni, armonie, riverberi…

Paolo Marzocchi

Informazioni e prenotazioni:
Teatro Rossini, Piazzale Cavour 17, LUGO 
www.teatrorossini.it – info@teatrorossini.it

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