martedì 2 aprile 2019

Il regolamento sulle Case Famiglia

Riceviamo da Silvano Verlicchi e pubblichiamo

Nell'ultima seduta del consiglio dell’Unione dei nove Comuni della Bassa Romagna, è stato votato all’unanimità da tutti i gruppi consigliari presenti il Regolamento per l’avvio e l’esercizio delle Case Famiglia che, come noto, sono piccole strutture residenziali di tipo familiare che possono accogliere fino a sei ospiti.


Esattamente un anno fa, il Gruppo Consigliare Per la Buona Politica aveva presentato al Comune di Lugo e all’Unione dei Comuni una interpellanza con la quale si sollecitava l’istituzione di un albo per i gestori di tali strutture, nonché un registro per gli assistenti addetti, e si chiedeva una reportistica aggiornata sulle realtà presenti nel territorio e informazioni sui controlli esercitati.

Nei mesi successivi, causa purtroppo alcuni episodi di illeciti e abusi sugli anziani, la Regione Emilia Romagna ha operato un giro di vite nelle verifiche sulle strutture per anziani, controlli che competono alle AUSL; la Regione ha inoltre provveduto a sottoscrivere un protocollo tra Regione, Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Sindacati da cui sono scaturiti specifici indirizzi per la stesura dei regolamenti locali sulle case famiglia. Tali linee guida sono state messe a disposizione di tutti i comuni per supportarli nello svolgimento di un’attività di fondamentale importanza per il welfare locale, attraverso la definizione di regole omogenee e chiare da riepilogarsi, appunto, in uno specifico Regolamento.

L’Unione dei Comuni ha quindi predisposto il testo del Regolamento, contenente le caratteristiche strutturali, organizzative e di funzionamento necessarie per l’avvio e l’esercizio dell’attività e i requisiti minimi di qualità che devono essere rispettati per la tutela degli ospiti.

Le linee guida predisposte dalla Regione sono state recepite a esclusione di alcune e pertanto Per la Buona Politica ha immediatamente provveduto a presentare un documento integrativo ottenendo l’accoglimento di alcuni (non tutti) punti evidenziati quali, a esempio, l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi, documentazione probante per certificare i curricula degli addetti o una scheda riepilogativa dei requisiti inderogabili richiesti.

Al contrario, non è stato previsto alcun compito per la Polizia Locale che, essendo organo di vigilanza e controllo, può intervenire nell’azione di supporto agli organi ispettivi delle Ausl con personale adeguatamente formato.

Non si è inoltre inserita, come allegato al Regolamento, la scheda dei cosiddetti elementi qualitativi ulteriori che possono contribuire a stilare una lista di qualità di alcune case famiglia.

Il Gruppo Consigliare Per la Buona Politica ha espresso convintamente il parere favorevole, in quanto ha ritenuto indispensabile regolamentare, senza ulteriori rinvii, il settore delle Case Famiglia che costituiscono un anello complementare e di fondamentale importanza per l’accoglienza, l’assistenza e la permanenza degli ospiti prevalentemente anziani.

Per la Buona Politica ha auspicato pubblicamente, durante l’intervento nel Consiglio dell’Unione, che allorquando sarà terminato il periodo transitorio di adeguamento al Regolamento da parte delle strutture già avviate, si provveda a compilare la white list che certificherà quelle strutture in grado di erogare ulteriori servizi di qualità, cui dovrà essere data ampia visibilità così come previsto dalle linee guida regionali.

IL CAPO GRUPPO CONSIGLIARE PER LA BUONA POLITICA SILVANO VERLICCHI 

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