lunedì 15 aprile 2019

Sette a uno

Nella cena delle belve
di Arrigo Antonellini



Di Vahè Katcha, elaborazione drammaturgica di Julien Sibre, versione italiana di Vincenzo Cerami, andata in scene al teatro Rossini.

Non poteva chiudere meglio la stagione di prosa e chiudere per un tempo lungo, visto che presto inizieranno i lavori al teatro.

In questi giorni c'è anche il guardaroba allagato...

Quando vedremo la prossima commedia, non prima del 2020? 

Molti dovranno emigrare se vorranno farlo, non sarà facile trovare posti però, avrebbe dovuto pensarci il nostro comune a fornirci soluzione alternative.

Aumenta il rimpianto aver chiuso con un testo di enorme interesse, che ha fatto pensare molto, un gran merito della cultura di cui cui non si può fare senza.

"In scena c’è sempre lui, quell’homo homini lupus antico come il tempo, con le sue debolezze e le sue meschinità, pronto a difendere se stesso ad ogni costo. Il genio di Vahé Katcha, scrittore e giornalista francese di origini armene autore della commedia dalla quale è stata tratta questa pièce dolceamara, dipinge senza compiacimento la natura umana nei suoi più reconditi meandri, pennellandola con graffiante ironia".

E c'è anche anche la risposta dell'autore, noi siamo cattivi o buoni, più cattivi o più buoni ?

Lasciamo stare la Gestapo, in scena sono tutti e sette cattivi, ma c'è anche un altro personaggio nel testo che non compare, quello è buono.

Sarà per questo che non si vede, che non compare nella scena della vita?

Comunque cattivi? Diciamo conservativi della loro vita, fa diverso!? 

Arrigo Antonellini

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