martedì 14 maggio 2019

Ancora sulle Primarie

Riceviamo e pubblichiamo

A proposito del mio commento al redazionale di ieri di Tiziano Conti, lui ci scrive.


Potrei scrivere un altro articolo e non finirla più, ma non è il mio stile.


Vorrei solo sottolineare che, secondo me, il direttore sogna un mondo che non c'è più.

Oggi sono saltati gli schemi della comune passione per il bene comune di 50 anni fa, che portava D.C. e P.C.I. a scontrarsi duramente, ma a mantenere una correttezza di fondo verso le istituzioni.

Oggi tutto è più "liquido": Salvini giura sul Vangelo e poi non perde occasione di comportarsi all'opposto dall'attuale magistero della chiesa.

Spingere, nei nostri piccoli Comuni, candidati che condividono molto della politica a far decidere da consultazioni decisamente empiriche chi sia il più adatto a competere, non mi sembra il modo migliore.

Preferisco che le leadership possano nascere nel lavoro degli anni che hanno preceduto le elezioni.

Poi, in caso che questi front man non ci siano, ben vengano le primarie. Ma farle a prescindere, mi sembra un pò sulla linea Tafazzi!


La Politica come il primo dei servizi al prossimo, la ricerca del Bene Comune non fa parte della grande volatilità dei tempi, ma è scritto in un Libro che si legge ancora dopo duemila anni e che la Dottrina Sociale della Chiesa e Papa Francesco ci propongono di tenere sul tavolo e lo si fa anche andando a riattivare un contatore della luce...

Ma il tema così, partendo dalle Primarie, porta troppo lontano, piuttosto se le Primarie si fanno per premiare chi, secondo alcuni, ha lavorato bene.

Perchè, ad esempio nel comune capoluogo 5 anni le Primarie non si fecero imponendo agli elettpori PD un candidato con nessuna esperienza amministrativa?

Non è che invece vogliano decidere sempre loro, come già scrivevo, alcuni dirigenti di alcune centinaia di tesserati, quando gli elettori che dovrebbero decidere il "loro" candidato, sono diverse migliaia?

ana

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