sabato 4 maggio 2019

Con Salvini o con Papa Francesco?

Riceviamo da Franco Ricci e pubblichiamo

Nella buchetta delle lettere ho puntualmente trovato la conferma: un mese fa, in un articolo gentilmente ospitato, mi chiedevo “chi tira i fili” della candidatura di Solaroli?


Non certo Verlicchi, che si prodiga ad affiancare il candidato e lo fa, indubbiamente, con tanta passione e immutato livore verso i suoi vecchi “compagni”, ma la Lega di Salvini. 

Ed ecco l’accoppiata con tanto di foto abbinate: Salvini e Solaroli. Quindi l’agitare paure, nemici, rancore e odio si trasferisce stabilmente anche nella competizione lughese e mi chiedo come ora il candidato a Sindaco possa pensare di smarcarsi sbandierando il suo passato da chierichetto, la sua devozione religiosa e, in poche parole, la sua appartenenza al mondo cattolico, quando si affianca in modo evidente a chi utilizza consenso e potere, giocando tutto sull’emotività e la precarietà, nella quale purtroppo stiamo vivendo a causa della crisi dei valori, non meno che dell’economia.

Per Solaroli sono disposto a considerare l’inadeguatezza e l’incompetenza perché, lavorando e costruendo una squadra efficiente, a quelle si può far fronte nel tempo e si può imparare gradualmente. Non posso, invece, passar sopra ad ingannare la buona fede degli elettori cercando di giocare la partita su due tavoli: appoggiarsi alla Lega per avere i voti, e poi sostenere che le politiche saranno ispirate al bene comune e alla solidarietà. Come se l’esperienza di governo nazionale di quest’ultimo anno, soprattutto con riferimento alla Lega, non avesse dimostrato ben altro.

Non è solo un apparentamento, come dicevo un mese fa, ma nell’ipotesi che la destra più pericolosa e reazionaria dal dopoguerra dovesse risultare vincitrice alle prossime elezioni, tutti i discorsi sull’ospedale, sulle frazioni, sulla cultura, che finora “Per la Buona Politica” ha cercato di accreditare al suo candidato sarebbero sopraffatte dalla vera regia della coalizione: quella della destra leghista.

Questa destra a Lugo non solo non deve passare, ma deve essere ricondotta all’insignificanza che ha avuto finora: il nostro comune, la nostra zona fino a tutta la nostra regione hanno vissuto in passato anche periodi di aspri contrasti sul piano ideologico ed amministrativo, ma da quei confronti è maturata una società solidale, coesa, accogliente e fiduciosa nel futuro perché i rapporti fondamentali, in un clima di rispetto e comprensione, sono sempre stati saldi ed ispirati alla crescita generalizzata del benessere materiale e del bene comune.

La storia del cattolicesimo democratico è cosa diversa dal respingimento degli immigrati, dalle politiche euroscettiche (che, fuor di metafora, vogliono dire: uscire dall’Europa appena possibile), dall’aumentare le armi private invocando la legittima difesa, dall’esibirsi in pubblico con divise equivoche e mitra alla mano, come faceva “qualcuno” che ci ha portato alla rovina ed alla distruzione.

Chi si sceglie i compagni di strada (e questo vale anche per i “cespugli” della destra) non può pensare di accompagnarsi solo alla parte che gli fa comodo o che riesce a sdoganare nei confronti dei propri elettori. Se una delle componenti è più forte e non riesci a condizionarla, allora è lei che condiziona te e lo fa non in modo parziale, a spicchi, ma facendo ricadere sulla tua responsabilità anche tutto quanto il tuo azionista di larga maggioranza può rappresentare.

Chi si professa credente (e ciascuno lo può fare con la propria sensibilità) deve fare la lettura in filigrana di quanto testimonia Papa Francesco sui tutti i temi di grande attualità: praticamente nulla si accorda con quanto predica Salvini, in modo sprezzante ed arrogante. Nulla si sovrappone e per chi, come me, ha deciso di stare con Papa Francesco non intende lasciarsi irretire da chi banalizza, sorvola o vuol far credere di riuscire ad ammansire il lupo: ci riuscì un altro Francesco, ma non Solaroli, che si presenta in ticket fotografico con Salvini. A questo punto ha scoperto le carte. Ma, almeno, non pensi di tenere poi fuori dalla porta, e nel silenzio generale, la politica reazionaria e disumana che lo sostiene.

Il pensiero di Salvini e quello di Papa Francesco sono inconciliabili!

On. Franco Ricci

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