giovedì 23 maggio 2019

Grazie Salvini

Riceviamo da Franco Ricci e pubblichiamo



Erano due gli interrogativi, che ho cercato di affrontare e sciogliere – con due scritti gentilmente ospitati – in vista in particolare delle elezioni comunali di domenica prossima.


Il primo è questo: se la coalizione di destra dovesse prevalere, che avrebbe la leadership? Non certo, dicevo e oggi ripeto, le forze minori, i cosiddetti “cespugli”. E lo stesso dicasi per la lista “Per la Buona Politica”, che ha ampiamente dimostrato di non disporre né della consistenza né del collante necessari. Non resterebbe quindi che la LEGA di SALVINI, la peggior destra dal dopoguerra ad oggi, con tutta la sua carica di rancori e paure, purtroppo cresciute in anni di grave crisi economica e sociale.

E il secondo quesito è questo: si può stare allo stesso tempo con Papa Francesco e con Salvini? Il riferimento è chiaramente al candidato della destra, il prof. Solaroli, che si dichiara credente, cattolico, praticante e ”orgoglioso” del sostegno della LEGA di Salvini.

Ho ripetuto, e ripeto, che, finchè c’è democrazia, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma non è libero di mettere insieme quel che insieme non sta. In particolare, non è possibile dire che si è spinti all’impegno politico dalla predicazione di Papa Francesco – tutta basata sui valori umani di accoglienza, attenzione ai poveri, costruzione di ponti e abbattimento dei muri – e nel contempo dirsi orgogliosi dell’appoggio di Salvini, che i porti li chiude, gli immigrati li respinge, si mostra ora col rosario in mano e ora con il mitra e fa selfie sorridenti con l’ungherese Orban, sullo sfondo di un muro avvolto di filo spinato.

Francamente, dire questo mi pareva e mi pare tanto ovvio quanto scoprire l’acqua calda.

E invece no. A rintuzzarmi è sceso in campo il capolista “Per la Buona Politica”, Silvano Verlicchi. Per lui, a non aver capito Francesco non è Solaroli, ma l’Onorevole (ciò io). Infatti se io avessi letto con più attenzione, ad esempio, il messaggio papale di capodanno, avrei trovato quei contenuti che stanno alla base – dice lui – dell’azione dei consiglieri della “Buona Politica”; contenuti di carità, di virtù e lotta ai vizi della politica. Dunque, deduco, secondo Verlicchi loro seguono Francesco come e meglio di chi la pensa come me.

A questo punto, cari amici, normalmente gli interrogativi restano lì, affidati alle opinioni soggettive e senza nulla di oggettivo che aiuti a scioglierli.

Ma questa volta, no. Questa volta a sciogliere almeno uno dei due interrogativi ci ha pensato Salvini stesso, sabato scorso, in piazza Duomo a Milano. In quel comizio Salvini ha citato, eccome, Papa Francesco. E subito una bordata di fischi si è levata dalla folla leghista, a significare quanto poco quel popolo sia sensibile alla predicazione di Francesco. E se non bastasse, nelle successive interviste Salvini ha dichiarato che sa di non essere in linea con Papa Francesco. Ma che importa! Non gli mancano preti, suore e Vescovi che gli dicono di stare con lui.

I cattolici come me, invece, cari Solaroli e Verlicchi, seguono un insegnamento di fede ormai secolare nella Chiesa. Ve lo dico in latino: “ubi Petrus, ibi Ecclesia”. E poi ve lo traduco: “Dov’è Pietro, lì c’è la Chiesa”.

A Salvini, comunque, almeno un grazie mi sento di dirglielo, perché a Milano ha comunque fatto chiarezza: fra lui e Papa Francesco c’è ben poco da spartire. E io credo più a Lui che a Verlicchi.

On. Franco Ricci

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