venerdì 21 giugno 2019

21 giugno 1998, Don Leo

Amico di TUTTI


Esattamente ventuno anni fa Don Leo Commissari venne assassinato in Brasile, a Sao Bernardo, il paese tanto amato.

Venni a sapere la notizia da uno dei ragazzi di Barbiano che Don Leo aveva seguito con tanta passione: l’aveva appresa dal TG3.

L’ho conosciuto, attorno al 1969: in effetti per me - nel pieno dell’adolescenza in cui è d’obbligo contestare tutto e tutti, in primo luogo l’amore e l’affetto dei propri genitori - Don Leo è stato come un padre.

Erano anni difficili, nel pieno della contestazione giovanile: l’Arciprete di Barbiano, Don Marino, lo chiamò, con un gesto di grande lungimiranza, per fargli incontrare un gruppo di ragazzi, a cui la fede domenicale non bastava più.

Don Leo ci volle bene, con quella serenità che proveniva dalla sua persona, pacata ma attenta ad ognuno: con ciascuno di noi ebbe pazienza, attenzione, affetto; ci mostrò come Dio ci amasse, così come eravamo e come la fede fosse una cosa “grande”, per la quale coinvolgersi col cuore, non solo con il rispetto di alcune regole formali.

Poi Don Leo andò in Brasile, a Itapetinga: quante lettere ci scrivemmo in quegli anni, e ogni volta era un piacere leggerle, perché nelle sue parole c’era sempre anche il suo cuore.

Oggi il primo approccio con l’altra persona è sul versante dei problemi: la lingua, la religione, la razza.

In anni che sembrano assomigliare sempre di più ai nostri, Albert Einstein dovette lasciare la sua patria e chiedere asilo negli Stati Uniti. Nel formulario che dovette compilare, tra le tante informazioni da fornire, c’era anche quella sulla razza: ebbene Einstein scrisse “razza umana”.

Don Leo ci ha insegnato che ogni persona è una risorsa: il povero, i giovani, il Vescovo, le autorità civili, gli abitanti delle sconfinate favelas brasiliane.

L’altra sera, alla partecipata e commossa serata per farne memoria, Maurizio Roi, durante il suo appassionato intervento, ha ricordato che sul luogo dove è stato assassinato è stata posata una lapide con scritto: “Ucciso da coloro che ha tanto amato”.




Tiziano Conti
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