giovedì 13 giugno 2019

Parliamo della casa

Linee Vita: Una materia (ancora) poco conosciuta
di Domenico Laporta 



Nonostante il tema della sicurezza sul lavoro sia entrato nel mondo dell’edilizia a pieno titolo da diversi anni, l’ambito dei lavori in quota rimane uno dei più spinosi da risolvere.


Non è sempre facile prevenire la caduta dall’alto. Spesso il posizionamento di parapetti non è una strada percorribile. L’alternativa è data dai sistemi di ancoraggio o dalle linee vita: una serie di ganci, pali, torrette e cavi d’acciaio posti sulle coperture per l’ancoraggio dei lavoratori. 

Ogni Regione ha emanato delle normative proprie in materia. È opportuno tuttavia ricordare come il T.U.S.L. (Testo unico sul Lavoro) consideri il pericolo di caduta dall’alto per dislivelli oltre ai 2,00 m a partire dal piano di calpestio: una quota molto bassa. 

Occorre poi valutare con grande attenzione il pericolo di sfondamento della copertura, frequente in fabbricati quali vecchi fienili o abitazioni storiche, contro il quale spesso nemmeno i sistemi di trattenuta risultano efficaci: se ci si trova in questa situazione, la sicurezza va conseguita mediante altre strade, più laboriose. 

Se è invece possibile installare un sistema di trattenuta, è bene (anche per la committenza) tenere a mente alcuni principi fondamentali: 

-Risparmiare vuole dire in molti casi ridurre i margini di sicurezza: gli elementi di maggior costo sono di norma quelli che garantiscono più protezione (si veda il seguito dell’articolo)
-Occorre dimensionare il sistema tenendo conto dello stato delle strutture portanti della copertura
-È conveniente progettare sistemi di ancoraggio o linee vita che siano utilizzabili in completa trattenuta
-Il progetto non deve essere un semplice schema redatto dalla ditta installatrice, ma deve consistere in un fascicolo completo di calcoli degli ancoraggi, a firma di tecnico abilitato.

Tra le mille possibilità per mettere in sicurezza un tetto, non si scartano quelle più economiche, la fascia di prezzi varia in base a diversi aspetti, anche architettonici. 

Ovviamente in centri storici si preferirà un sistema che abbia il minor impatto possibile sul fabbricato ma che consenta in modo assoluto il rispetto della norma ovvero la sicurezza degli eventuali operatori.

In molti casi, per evitare il posizionamento di troppi elementi sulla copertura, si può prescrivere nel fascicolo tecnico l’utilizzo del sistema di ancoraggio o della linea vita mediante DPI (dispositivo di protezione individuale), che consentono una regolazione a lunghezze desiderate, tali da mantenere l’operatore sempre nel perimetro calpestabile. In tal caso, l’operatore deve essere formato all’uso del DPI.

Si ricorda infine che i sistemi di trattenuta devono essere verificati periodicamente da personale qualificato, per individuare eventuali deterioramenti e necessità di sostituzione di elementi.

In ultimo si sottolinea l’aspetto più importante per questo argomento, tutti i tetti hanno l’obbligo di Linea Vita, la norma prevederebbe che al primo intervento, anche se di manutenzione ordinaria (dalla più banale sistemazione di una singola tegola), farebbe innescare il processo per il quale ci si deve attivare far progettare ed installare il manufatto al fine di rendere sicuro il coperto della propria casa.  La norma è medesima anche per i condomini.

Geom. Domenico Laporta

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