venerdì 14 giugno 2019

Picchetti della CGIL negli ospedali

Manca personale

In merito agli articoli di stampa relativi allo stato di agitazione della Cgil e ai picchetti annunciati presso gli ospedali del Ravennate, la Direzione Aziendale evidenzia quanto segue.


Va in primo luogo sottolineato che il forte intendimento, da parte dell’Azienda, di potenziare il personale infermieristico e assistenziale (oss), è testimoniato dallo svolgimento, nei mesi scorsi, con uno sforzo organizzativo molto rilevante, di importanti procedure selettive per le strutture dell’Ausl Romagna, che hanno portato alla creazione di graduatorie per, complessivamente, oltre quattromila persone tra infermieri ed oss.

A seguito di tali procedure selettive, in vari incontri intercorsi nelle scorse settimane con le Organizzazioni Sindacali, era già stato illustrato un piano di entrata in servizio di nuovo personale infermieristico e assistenziale. Piano già attivato, che sta sviluppando importanti effetti positivi rispetto al lavoro degli operatori, e ulteriori ne svilupperà entro la fine del mese di giugno, fermo restando che è stato comunque continuo, da parte della Direzione Infermieristica e Tecnica, l’impegno a coprire, caso per caso, situazioni di malattie o di posti vacanti per altre motivazioni. Si respinge dunque pertanto, e con forza, la descrizione, fatta dalla Cgil, di una sanità ravennate al collasso.

L’Azienda sta ad ogni modo continuando a scorrere le graduatorie, conscia dell’importanza di questo personale e del suo potenziamento, ma a tale proposito va precisato che la relativa tempistica dipende, oltre che dai tempi burocratico-amministrativi dettati pedissequamente dalla normativa nazionale, anche dalla scelta – condivisa con le organizzazioni sindacali – di dare continuità di lavoro nel proprio ruolo al personale già impiegato in azienda con contratti a tempo determinato e utilmente collocato in graduatoria. Scelta che comporta tempi tecnici ulteriori, ma evita di dar luogo a spostamenti forzati di operatori come fossero “pedine”, da un posto all’altro nei vari ospedali, e al contrario consente di ottimizzare le competenze acquisite durante il lavoro già svolto.
 


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