martedì 16 luglio 2019

Breve cronaca da Serravalle di Camaldoli

Foto e parole
di Paolo Caroli



A Serravalle di Camaldoli piccolo borgo toscano dentro al Parco del Casentino ci sono stato nel 2010.




In affitto per un anno in un appartamento.
È stata una esperienza che mi ha arricchito dentro.
Ho conosciuto persone schiette e semplici.
Sono ritornato nello stesso appartamento per trascorrere un mese.
Lontano dall'afa, nel verde, per caricare le pile un po' scariche.
Partenza sabato 13 luglio di buon mattino in compagnia della moglie e con l'entusiasmo di un ragazzino.
Viaggio tranquillo per la super strada E45, trovo nuvole basse al passo del Mandrioli, velocità 30 km orari.
Aveva appena diluviato con ruscelli d'acqua lungo la carreggiata.
Arrivo a Camaldoli.
Mi fermo al ristorante e compro 3 schiacciate con verdure grigliate e prosciutto di cinghiale.
Saporite e gustose.
Una specialità del posto.
A Serravalle scarico i borsoni, cesto da funghi e scarponi e punto all'eremo.
Il grande parcheggio è quasi pieno, l'aria è fresca, frizzante, asciutta.
Ha piovuto da poco .
Le narici sono immerse nel profumo del bosco e dell'erba bagnata.
Al ritorno mi sono fermato all'unico bar del borgo con la torre millenaria e la strada senza via d'uscita.
Nella piazzetta ci sono tre persone sedute, over 70 ad occhio e croce.
Una con una barba brizzolata fluente e occhialoni scuri.
Hanno lo sguardo beato verso la vallata.
Esclamo: "siete in paradiso?"
All'unisono esce un sì dolce, prolungato
e un sorriso serafico.
Al bar sono stato accolto dai titolari come uno di casa.
Ho percepito un calore sincero.
Ci siamo abbracciati, dopo nove anni.
Mi hanno offerto un prosecco di benvenuto.
Mi sono diretto al Belvedere che guarda la vallata, ho socchiuso gli occhi :
Seduto su una panca che sa di muschio e di bosco ho sentito Il battito del vento.
Alla prossima cronaca.

Paolo Caroli

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