lunedì 1 luglio 2019

Foto e parole

L'eroe gentiluomo e la luna
di Paolo Caroli




Su Francesco Baracca ormai si è detto tutto, stampa e televisione hanno riempito pagine e pagine, siamo arrivati alla raccolta delle firme al suo funerale.





Eroe recuperato giustamente, come tutti gli eroi fa parte della storia, è la storia,
e su questo non ci sono dubbi.

Il monumento del nostro eroe è lì nella grande piazza a lui dedicata, con l'imponente ala bianca, simbolo del volo, dello slancio vitale, la scommessa dell'uomo che supera sé stesso ad ogni vittoria.

E lui è lì impettito nella sua divisa, impossibile non fissarlo con stupore, con gli occhi che guardano lontano, quasi a voler sfidare l'infinito con un lieve e disincantato sorriso, che va oltre il tutto, e spazia per ogni dove. 

E' anche eroe gentiluomo, perché le cronache documentano che là nel Friuli dove volava, aiutava i più bisognosi, i più deboli con discrezione, quasi in silenzio, ma con l'entusiasmo della giovinezza.

Mi piace pensarlo così, da bambino era il mio idolo, così grande, così misterioso.

Ed ecco la luna, con la sua luce magnetica e sorniona, dalla bellezza impalpabile e malinconica rompe la solitudine del nostro eroe, compagna e vestale silenziosa della notte.

E come una magia, la luna piena passa e si staglia tra l'ala e l'eroe, rotonda e ammiccante quando poco prima era sopra di essa con la sua areola scintillante allo zenit, come un bacio intenso e languido, a sancire il primato della bellezza sul mondo.

E finisco così con pezzi di autore, ognuno a suo modo con un tocco di originalità poetica ha cantato della luna la bellezza, la gioia, la tristezza. 

Dov'era la luna? ché del cielo notava in un'alba di perla (G.Pascoli), C'è tanta solitudine in quell'oro (J.L.Borges), La luna rimarrà la luna e ci saranno sempre
giovani che di sera al suo lume appartati. (G.Ungaretti) 

La luna vive nel rivestimento della tua pelle (P.Neruda), La luna geme sui fondali del mare, la luna grava su tutto il nostro io (A.Merini) e termino con G.Leopardi, geniale con "Alla Luna", sempre attuale ed eterna: O graziosa luna, io mi rammento che, or volge l'anno, sovra questo colle io venia pieno d'angoscia a rimirarti: e tu pendevi allor su quella selva siccome or fai, che tutta la rischiari....

Paolo Caroli

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