martedì 16 luglio 2019

Indirizzo di saluto del vicario foraneo Mons. Carlo Sartoni al nuovo vescovo

Un legame tra Lugo e la diocesi Fabriano e Matellica

«Benedetto colui che viene nel nome del Signore». Così Eccellenza la vogliamo salutare e accogliere nella nostra città di Lugo. Sia benedetto dal Signore! Anche noi la benediciamo, come Lei, entrando in Chiesa, ha benedetto noi con l’acqua battesimale. Eccellenza Reverendissima, la comunità di Lugo è felice di salutare il suo Pastore.


Le siamo grati perchè Ella ha desiderato visitarci subito come suo primo gesto pastorale.

La storia ci dice di un legame tra Lugo e la diocesi Fabriano e Matellica. Nel 1895 ( (18 marzo 1895 – 29 novembre 1895) Lugo donò alla chiesa di Fabriano e Matellica il vescovo lughese Aristide Golfieri poi divenuto vescovo di Città di Castello.

Lugo è una città di santi: ricordiamo il Beato Bonavita umile operaio morto nel 1275; il Beato Alessandro Baldrati morto martire nel 1645; i venerabili Mons. Marco Morelli, Madre Margherita Ricci Curbastro, il canonico Carlo Cavina. A Lugo opero' per tre anni come vice parroco san Pompilio Maria Pirroti, arrivato esattamente 260 anni fa ( 1759) . È doveroso con Lei, ringraziare le Figlie di Maria Ausiliatrice che dopo 129 anni di presenza il prossimo mese lascieranno Lugo: vogliamo ringraziare per il loro impegno suor Fernanda, suor Teresa, suor Cesarina, suor Franca.

Abbiamo in questo ultimo mese pregato per Lei e venerdì scorso abbiamo esposto in città, per 24 ore consecutive, il Santissimo sacramento pregando per il suo ministero episcopale.

Abbiamo pregato e continueremo a pregare perchè Eccellenza abbia: il pensiero di Cristo; il sentire della Chiesa; l’odore delle pecore.

Abbiamo pregato perchè abbia il pensiero di Cristo e ci educhi al pensiero di Cristo. “Il pensiero di Cristo è la grazia di una “sapienza” nuova. Non un pacchetto ben confezionato di buone idee cui fare ricorso alla bisogna. Non perciò una conquista di cui vantarsi, ma un dono dello Spirito Santo di cui essere grati... Gesù propone un modo diverso di pensare la vita, il rapporto con Lui si rivela come criterio interpretativo della realtà tutta”. ( Card. Angelo Scola).

Abbiamo pregato perchè abbia il sentire cum Ecclesia e ci educhi al sentire cum Ecclesia. È una espressione di sant’Ignazio di Loyola che dice: “Deposto ogni giudizio, dobbiamo tenere l’animo disposto e pronto per obbedire in tutto alla vera sposa di Cristo nostro Signore che è la nostra santa madre Chiesa”. Eccellenza ci aiuti a combattere la dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio “io” e le sue voglie.

Abbiamo pregato perchè abbia l’odore delle pecore nell’espressione colorata di papa Francesco e abbiamo pregato e preghiamo ancora perchè adesso noi pecore ci lasciamo guidare da Lei. Eccellenza ci guidi nel camminare verso la “maturità di Cristo, verso la misura della pienezza di Cristo. Come nostro Pastore ci aiuti ad non essere “sbalottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina” (Ef 4,14).

Entrando in Chiesa lei ha baciato il Crocifisso: non è solo un gesto di devozione quello che ha compiuto; ha baciato il corpo ferito, piagato e ucciso del nostro Signore. Anche questo nostro territorio porta segni di ferite e segni di sofferenze. È ancora il Corpo di Cristo che continua ad essere piagato e sofferente. Perchè come ci ricorda spesso papa Francesco non si da cristianesimo senza la carne di Cristo. Come ebbe a dire sant'Agostino rivolgendosi ai pelagiani: “Questo è l'occulto e l'orrendo veleno del vostro errore: che pretendiate di far consistere la Grazia di Cristo nel suo esempio e non nel dono della sua Persona”.

Il vangelo di oggi è la bella pagina della parabola del buon samaritano. San Severo di Antiochia (ca 465-538 Discorsi, 89), così commenta la parabola: “Cristo dà a se stesso il nome di Samaritano... Al padrone della locanda, simbolo dei vescovi egli dona due denari, perché abbiano cura del malato. Con questi due denari si intendono i due Testamenti, l'Antico e il Nuovo... Tutti e due sono dello stesso Dio e portano l'immagine unica dell'unico Dio ... L'ultimo giorno, i vescovi diranno a Gesù, quando egli tornerà: «Signore, mi hai consegnato due monete, vedi che, spendendole, ne ho guadagnate altre due» con le quali ho fatto crescere il gregge. E il Signore risponderà: «Bene, servo buono e fedele … prendi parte alla gioia del tuo padrone» (Mt 25,23)”.

Le auguriamo questa risposta da parte di Cristo.

Mons. Carlo Sartoni

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