venerdì 23 agosto 2019

Fare il massimo degli sforzi per trovare una sincera e costruttiva sintonia

Una maggioranza le cui componenti non credano di costruire le proprie fortune elettorali sulle disgrazie del Paese
Del dott. Raffaele Clò



Caro Direttore, caro Arrigo, qualche giorno di riposo, con un occhio sempre attento alla nostra situazione politica (ancor più che alla crisi di Governo), e ho preso “carta e penna” per esprimere alcune valutazioni.


D’altronde è un po’ di tempo che non ti faccio avere miei pensieri su aspetti diversi, fra i tanti che hanno accumunato e tuttora accomunano i nostri interessi e le nostre esperienze. 

Di ciò, ad intervalli di tempo, mi rimproveri e forse per sollecitarmi ricordi a me stesso ed ai 2.000 lettori, nella “ricorrenza del 14 aprile”, che in quel giorno del 2007 uscimmo con il primo articolo di “PavaglioneLugo,net”: il resto dei meriti sono tutti i tuoi anche se, bontà tua, ogni tanto ricordi il sodalizio dei due fondatori!

Il lungo incipit per dirti GRAZIE, a nome anche degli altri 1.999 lettori giornalieri per la tua intelligenza e per il tuo impegno. 

Negli ultimi mesi, in particolare, il giornale è stato un punto di riferimento costante e preciso sul problema “migranti e migrazioni”, contrapponendo alla escalation della violenza che si perpetra ogni giorno nel Mediterraneo una visione umanitaria di sostanza, non assimilabile al generico buonismo con cui il ministro Salvini ha voluto bollare ogni manifestazione contraria alla sua politica che rinnega con sprezzante cinismo un fenomeno da governare, senza doversela giocarsela a “battaglia navale”, per suscitare facili consensi!

Non mi soffermo sull’analisi del fenomeno in quanto condivido in pieno il tuo pensiero che, guarda caso, trova la sua ispirazione e il suo imprimatur proprio in un figlio di migranti, Papa Francesco, oggi riferimento morale e politico per chi sostiene la necessità di normatizzare e condividere con l’Europa il fenomeno della migrazione senza far soffrire e morire i migranti in un mare che è culla di civiltà, diventato invece fossa comune di migliaia di fratelli in fuga. Quando si prendono posizioni coraggiose come la tua, qualche segnale di condivisione e di appoggio non guasta, vero?

Nella primavera del 2018, invece, presi le distanze, in colloqui personali, rispetto al favore che dimostravi per un coinvolgimento del PD in un governo con il M5S: reduce da elezioni perse malamente ed alla faticosa ricerca di un’identità e di un progetto, il ruolo del PD sarebbe stato senz’altro subalterno al M5S, senza alcuna possibilità di contrastare le loro velleità in campo economico e sociale e dovendo sottostare ai referendum di “Rousseau” come si assiste alle celebrazioni del vincitore che ha portato via i voti proprio al potenziale partner sconfitto. Avremmo potuto evitare la stagione giallo-verde e le sue disastrose conseguenze? Non credo, perché l’arroganza di Salvini sarebbe stata sostituita dalla mollezza di Di Maio, le posizioni populiste ed antieuropeiste dell’uno si sarebbero sommate, in modo competitivo, a quelle dell’altro e, a farne le spese - nel guado – sarebbe rimasto il PD della ragionevolezza, con la vocazione alla testimonianza del martirio.

Chi aveva vinto con slancio aveva il dovere di governare, e non era detto che la situazione si sarebbe presentata tale quale oggi la vediamo dopo soli 15 mesi: in questi giorni abbiamo assistito ad un teatrino a cospetto del quale anche altre manifestazioni degli ultimi 25 anni, non proprio luminose, possono essere sdoganate come poco meno che normalità (il reiterato tiro al bersaglio su Prodi, le galanti cene di Arcore, la indomabile corruzione, ecc…). Questa, invece, è emergenza democratica, con appello alle piazze e richiesta di pieni poteri da parte del Ministro degli Interni, sfiducia ad un governo di cui si fa parte e irresponsabile pretesa di dettare i tempi delle elezioni anticipate: in tale situazione il tentativo di trovare una via d’uscita costituzionale e di buon senso è solo nelle prerogative e nella sensibilità politica del Capo dello Stato.

Lo scenario, dalla primavera scorsa, è profondamente cambiato ma le priorità a cui il Paese deve trovare risposta sono le medesime, per di più aggravate da una situazione peggiorata all’interno ed in un contesto internazionale sempre più precario. Le forze politiche che hanno a cuore il bene del Paese devono fare il massimo degli sforzi per trovare una sincera e costruttiva sintonia con Matterella e riuscire a formare una maggioranza che non si disperda alla prima ventata e le cui componenti non credano di costruire le proprie fortune elettorali sulle disgrazie del Paese. Ripartiamo dalla saggezza del Presidente e voltiamo pagina al più presto su una delle pagine più cupe per l’Italia del dopoguerra!

Di nuovo, caro Direttore, vedo dai tuoi redazionali più recenti che anche su questo siamo d’accordo.

Raffaele Clò

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