martedì 13 agosto 2019

Foto e Parole

Cronaca da Serravalle (4)
di Paolo Caroli




E così siamo arrivati a fine vacanza.






Il mese è trascorso veloce come il vento, con le sue emozioni di colori, luci, silenzi, suoni e rintocchi, immerso nel verde delle abetaie e delle faggete.
Lontano dallo stress, dagli impegni, lontano soprattutto dall'afa insopportabile della pianura, che trasforma il gesto, ogni azione in una scivolosa sofferenza.
I castagneti, le abetaie e le faggete mi hanno restituito il passo per continuare a camminare lungo il sentiero della vita.
Sono nel prato alto verso i Fangacci, osservo un rapace che vola sopra di me, fa ampi e regolari cerchi; è in caccia.
Il suo fischio rompe il silenzio, vibra fiero , sfidando le leggi della gravità.
Si ferma, è come sospeso, e poi in picchiata ad ali chiuse, si lancia sulla preda, rade il terreno e con una curva elegante riprende quota.
Il rostro trattiene qualcosa, forse un animalino, e sparisce rapido oltre la faggeta.
Salendo il sentiero sopra l'eremo di Camaldoli, troppo frequentato da visitatori in questo periodo, guardo la montagna magica, fatata nel suo verde secolare. I faggi e gli abeti formano una grande cupola di rami che si abbracciano, sigillo di una alleanza amorosa che si innalza in cielo.
Ritorno verso il sentiero, mi volto indietro per l'ultimo saluto.
Nel pomeriggio faccio un salto al mio castagneto, selvatico, intrigante, ricco di tronchi parlanti, di accarezzevoli silenzi.
Il castagno è lì ad attendermi paziente, con la sua scorsa rugosa, spessa, solcata, piena di antiche lotte. È pellaccia dura, centenaria sul letto sterminato di ferite. Così spinose, pungenti e battagliere. È l'armata invincibile, quando un tempo la farina si offriva al palato affamato degli innocenti. È lui, il castagno, con le sue braccia nodose, custode poderoso agli schiaffi del vento.
Abbraccio un tronco e sento nelle mani il flusso della clorofilla, linfa vitale che scorre fluida come l'acqua di fonte.
La vacanza è finita, saluto Serravalle, ritorno alla realtà rigenerato dentro.
Spero di avere coinvolto i lettori sempre numerosi e che abbiano condiviso con me, questa speciale esperienza montanara.


Paolo Caroli



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