mercoledì 7 agosto 2019

Rette meno care al Nido grazie ai contributi regionali

“Nel ravennate arriveranno oltre 1,6 milioni di euro a beneficio di 2560 bambini”

Asili nido più accessibili grazie ai contributi regionali. In Emilia-Romagna sarà possibile, già dall’avvio del prossimo anno educativo 2019/2020, grazie a 18,25 milioni di euro stanziati dalla Regione a questo scopo.


“I servizi educativi per la prima infanzia sono un supporto indispensabile alle famiglie nel difficile bilanciamento dei tempi di vita e lavoro – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – oltre a rappresentare un’opportunità di crescita importante per i bimbi da zero a tre anni. Eppure il loro costo, pari in media a diverse centinaia di euro ogni mese, scoraggia molti genitori. Per questo l’Emilia-Romagna ha varato l’iniziativa Al Nido con la Regione, per dare nuove opportunità di accesso alle esperienze di educazione e cura abbattendo le rette o tariffe di frequenza che, in certi casi, potranno persino azzerarsi”.

I Comuni o le Unioni di Comuni dovranno fare richiesta dei fondi alla Regione entro il 16 settembre 2019. Le risorse assegnabili agli Enti locali variano a seconda del numero di bambini iscritti, con maggiorazioni per i territori montani o la presenza di bambini disabili.

“Nel territorio della provincia di Ravenna arriveranno oltre 1,6 milioni di euro – continua la consigliera Rontini – per l’abbattimento delle rette di frequenza di 2560 bambini. Di questi, 819 sono iscritti a privati convenzionati, 54 frequentano in territori montani e 24 hanno disabilità. A Ravenna, 990 bambini iscritti, andranno oltre 620mila euro; Cervia con 80 bambini avrà quasi quasi 49mila euro; Russi con 125 bambini, oltre 76mila euro; all’Unione comunale della Bassa Romagna, 836 bambini, quasi 518mila euro; all’Unione della Romagna Faentina, 529 bambini, quasi 341mila euro”.

Le risorse dovranno essere utilizzate esclusivamente per abbattere le rette o tariffe dei servizi educativi per la prima infanzia, applicandole per l’anno educativo in partenza a settembre alle famiglie con Isee inferiore a 26mila euro.

Gli enti locali dovranno poi relazionare alla Regione, entro la fine di aprile 2020, sullo stato di attuazione di questa misura sperimentale, segnalando la differenza tra le tariffe applicate nell’anno educativo 2019/2020 e quelle dell’anno precedente.


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