lunedì 16 settembre 2019

Di Maio: "Alle regionali i politici facciano un passo indietro"

Ma questa è cosa nostra, dell'Ulivo

Che l'Ulivo, Romano Prodi, avessero una marcia in più non è stato capito a sufficienza.
Magari da chi Prodi l'ha conosciuto bene perchè suo allievo all'Univresità di Bologna un pochino di più...

Un Ulivo stoppato da disastroso "E' tempo che la politica torni ai politici" di D'Alema, l'inizio della fine della sinistra, del Paese con i Governi Berlusconi che hanno messo in ombra i valori, che hanno favorito il boom di Salvini.

Stranezza della politica italiana che ora sia un non PD, Di Maio a "ricordarlo", riproporlo, ma è anche vero che il M5S sia una versione aggiornata della sinistra, che il suo fondatore, Grillo fosse da giovane, ragazzo della sinistra, che tanti voti siano emigrati dal Pd al movimento.

Un Grillo che nei giorni della fornazione del Governo raccomandava spazio ai non politici in caccia di poltrone.

Avanti quindi, perchè ciò che propone ora Di Maio è lo strumento per fermare definitavemte i barbari e bravo Zingaretti a dire subito sì.

Subito in Umbria, dove abbiamo non pochi problemi di credibilità, poi a casa nostra, nella nostra Regione dove la probabile vittoria dei barbari sarebbe un disastro per noi emiliani romagnoli ed un pesante colpo polito al governo.

Rinunciare alla poltrona di Boccacini? Perchè no, il contributo alla politica, il suo impegno, la sua necessaria valorizzazione non finirebbe certo lì.

Poi nei comuni, compreso ovviamente nella Romagna Estense dove tra quattro anni dobbiamo vincere ancora, ovvio.

Andare alla ricerca, con umiltà, di persone valide della cità civile, disposte a metterci la faccia, andava già fatto.

Arrigo Antonellini   

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