sabato 21 settembre 2019

Green Economy

Per l’economia circolare servono politiche strutturali di lungo periodo


Il consigliere regionale Gianni Bessi commenta lo stop al Decreto Legge presentato dal Governo sull’energia da fonti rinnovabili.


«Il decreto legge del governo per la green economy, presentato dal ministro Costa per ora è stato bloccato: i motivi sono molti, ma soprattutto perché non ci sono le coperture economiche.

«Al Ministero – commenta Gianni Bessi consigliere del Partito democratico alla Regione Emilia-Romagna – sembra che si siano anche accorti che l’energia da rinnovabili non è a costo zero. Il fatto è che, se si vuole puntare su uno sviluppo basato sull’economia circolare, lo si deve fare con una strategia di sistema». Il consigliere Pd da molto tempo è tra i più agguerriti sostenitori di una transizione energetica virtuosa, che utilizzando il mix energetico gas-rinnovabili traghetti l’Italia verso un futuro dove l’energia sarà prodotta solo da fonti pulite.

«Se vogliamo cogliere le opportunità garantite dall’economia circolare dobbiamo pensare a provvedimenti che incentivino e favoriscano comportamenti e azioni virtuosi. È fondamentale gestire efficacemente la transizione verso questi nuovi modelli: è un processo che richiede politiche e scelte strutturali di lungo periodo, con valutazione del percorso e degli effetti. In caso contrario siamo destinati a raccogliere solo fallimenti». Riprendendo i contenuti del decreto Costa, Bessi mette in evidenza come presenti alcuni punti deboli, fra cui l’assenza del tema dell’End of waste, «che è una urgenza drammatica, fondamentale se vogliamo trasformare i rifiuti in risorsa».

In conclusione, proprio perché la sostenibilità ambientale deve diventare un obiettivo condiviso, Bessi ammonisce che non può essere raggiunta se non si accompagna a una sostenibilità sociale ed economica.

«Se lasciamo indietro questi passaggi – conclude – rischiamo che non ne benefici nessuno e di finire per occuparci solo dei prodotti di alta tecnologia, che fanno sì risparmiare energia, ma che hanno prezzi per molti irraggiungibili e sono accessibili solo a chi dispone di redditi alti. O, peggio, a introdurre nuovi modelli di tassazione legati all’ecosostenibilità che finiscono per pesare sulla classe media. Non è questa la strada: dobbiamo abbandonare le scelte che dividono e puntare su uno sviluppo equo e diffuso basato sull'economia circolare. È un obiettivo raggiungibile, basta cambiare metodo di lavoro cercando soluzioni progressive e condivise».


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