martedì 10 settembre 2019

Zingaretti e Franceschini

Finalmente due ruoli diversi

Franceschini è al Governo, il capo delegazione del Pd. Zingaretti il numero uno del Pd, scelto, non va mai dimenticato per non mettere mai in discussione il suo "potere", dalla stragrande maggioranza degli elettori PD.

Due ruoli assolutamente diversi, finalmente, a differenza di quanto avvenivi con Renzi, nella sua presunzione (tutto il potere a me...).

Non a caso forse, uno, Franceschini ex democristiano e l'altro, Zingaretti ex PCI!? In fondo un matrimonio che non è mai stato consumato sino in fondo.

A Zingaretti spetta il pesantissimo compito della rifondazione del partito, della sua rinascita, quasi in via di estinzione se guardiamo i numeri che non mentono mai, quello degli iscritti.

Ripartire dalla base, si diceva dopo le batoste elettorali, ma sono tre parole che vanno declinate, nella pratica!

Il primo pensiero va alle piazze piene di giovani sui temi ambientali in tutta Europa, a Venezia per stare ad un esempio di ieri contro la grandi navi in laguna.

Per un'Italia dice lo slogan della festa nazionale di Ravenna.

Ad un governo spetta fare giuste per la qualità della vita di ogni giorno dei cittadini.

Ad un partito saper creare entusiasmo su grandi valori, a partire, assolutamente dai giovani: la difesa del pianete, la solidarietà, la nazione Europa e certo, anche le alleanze, ma molto al di là di solo quelle interne, questa oggi, in questo momento storico, deve essere scontata, compreso con chi se n'è andato.

E' troppo evidente che nella alleanza di governo ci serve più "peso", la politica, come tutto, è fatta anche di numeri.

Fondamentale ora, nel compito storico di liberare l'Italia dai barbari, arrivare in fondo alla legislatura.

Arrigo Antonellini  

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