venerdì 25 ottobre 2019

Contenimento dei tempi d’attesa

Troppe tempo dedicato ai risulati raggiunti, più provvedimenti per migliorare



La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss), presieduta dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale, si è riunita per discutere, di vari argomenti.

In particolare:

· Piani di monitoraggio ed ulteriore contenimento dei tempi d’attesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale (visite ed esami diagnostici) e per gli interventi chirurgici;

· Piano degli interventi strutturali e di acquisizione di apparecchiature diagnostiche;

· Attivazione di un percorso partecipativo denominato “Percorso di ascolto – Sanità del futuro”.

Per quel che riguarda il Piano di contenimento dei tempi d’attesa per la specialistica ambulatoriale, va in primo luogo ricordato che nel corso degli ultimi anni, in virtù delle direttive e delle risorse previste dalla Regione Emilia Romagna, su tutti i territori si è riscontrata una forte diminuzione dei tempi d’attesa. 

Per quanto riguarda l’Ausl Romagna è stato evidenziato come sia ormai consolidato il risultato di erogare le visite e gli esami monitorati dalla Regione, entro i tempi d’attesa previsti (30 giorni per le visite e 60 per gli esami, classificati non urgenti). Margini di miglioramento, sebbene il livello sia alto, vi sono invece per le prestazioni prioritarie, che vengono erogate, a seconda dei casi entro 24 -72 ore o entro una settimana, nonché, come sollecitato da vari sindaci, sui tempi di erogazione anche nelle sedi più periferiche.

Dai dati emerge inoltre che la popolazione romagnola utilizza le prestazioni in maniera sufficientemente appropriata, e che è estremamente limitato il ricorso a strutture situate al di fuori dell’Ausl: il 96,4 per cento degli utenti utilizza le strutture dell’Ausl Romagna.

Il piano di ulteriore contenimento dei tempi prevede, comunque, vari strumenti che si sintetizzano nel governo dell’appropriatezza (cercare cioè di evitare la prescrizione di esami e visite inutili), nel miglior utilizzo possibile di apparecchiature e professionisti, e in accordi con privati accreditati. Va inoltre evidenziato un calo molto significativo del fenomeno delle mancate presentazioni: di coloro cioè che, prenotata una prestazione, non si presentano all’erogazione, senza un giustificato motivo e senza disdire. Grazie anche alla normativa regionale che prevede sanzioni, tale comportamento ha subito nel 2108 un calo del 21,4 per cento passando a 83.036 casi contro i 105.667 del 2017.

Anche sui tempi per gli interventi chirurgici, che ogni anno in Ausl Romagna superano i centomila, le linee guida e gli investimenti regionali stanno già dando buoni frutti. Va prioritariamente chiarito che gli interventi chirurgici si suddividono in quattro classi di priorità che vanno dall’erogazione entro trenta giorni per le situazioni più urgenti (principalmente oncologiche) ai 12 mesi (la priorità minore) per interventi su disturbi che non provocano sintomi ne’ che possono portare al peggioramento della patologia.

Attualmente in Ausl Romagna le prestazioni vengono erogate nei termini previsti nel 91 per cento dei casi. Pur essendo un buon risultati, il piano prevede misure, da attivare nel triennio, per incrementare ulteriormente il livello di performance, centrate principalmente sull’informatizzazione delle pratiche legate agli interventi e sull’incremento dell’appropriatezza prescrittiva ed organizzativa.

Per quanto riguarda il secondo punto all’odg, il direttore dell’unità operativa Attività tecniche dell’Ausl Enrico Sabatini ha illustrato i seguenti interventi:

- Realizzazione della nuova sede amministrativa e direzionale dell’Ausl Romagna a Ravenna (attualmente situata in via De Gasperi, sede di cui si prevede la dismissione) in area ospedaliera (viale Randi) su una superficie di circa seimila metri quadrati su tre/quattro piani, completa delle necessarie urbanizzazioni e parcheggi. Il costo dell’intervento per il nuovo edificio, che sarà realizzato con tecnologie e modalità tali da renderlo a consumo energetico pressochè zero, è di circa sei milioni di euro.

- Completamento dell’ultimo piano, rimasto al grezzo, del Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea) di Rimini, per complessivi 2.500 metri quadrati, per concentrarvi le degenze chirurgiche. L’intervento consentirà di liberare spazi nel vecchio ospedale che saranno rinconvertiti ad attività a minore intensità di cura. Costo dell’intervento, 3.750.000 euro.

- Costruzione nuova Casa della Salute di Forlì: si tratta di una palazzina di circa 5.300 metri quadrati per attività ambulatoriali, di cure primarie, materno infantile, Sert, Centro di salute mentale, prevenzione e promozione della salute, medicina dello sport, funzioni amministrative (Cup, sportelli vari…). Costo previsto dell’intervento, 9,5 milioni di euro.

- Costruzione nuova Casa della Salute di Rimini: si tratta di una edificazione di circa cinquemila metri quadrati suddivisi su tre/quattro piani e ospiterà attività direzionali, di cure primarie, materno infantile, Sert, Centro di salute mentale, prevenzione e promozione della salute, medicina d’iniziativa, medicina dello sport (con servizi innovativi su stili di vita salutari come ad esempio la prescrizione di esercizio fisico in ricetta per la prevenzione di malattie croniche), funzioni amministrative (Cup, sportelli…). Il costo dell’intervento per il nuovo edificio, che sarà realizzato con tecnologie e modalità tali da renderlo a consumo energetico pressochè zero, è di circa nove milioni di euro.

- E’ in corso di progettazione ed esecuzione un robusto piano di manutenzioni di edifici di tutti gli ambiti territoriali dell’Ausl Romagna per complessivi 7.150.000 euro (al netto delle ricorrenti manutenzioni ordinarie).

- Il piano di ammodernamento e integrazione delle apparecchiature diagnostiche per le strutture di tutti gli ambiti territoriali dell’Ausl Romagna ammonta a 1.250.000 euro.

- L’architetto Sabatini ha infine annunciato che la commissione che sta valutando le offerte pervenute per la progettazione del nuovo ospedale di Cesena sta lavorando e che è obiettivo aspettarsi entro fine anno l’individuazione del soggetto che progetterà, in affiancamento all’Azienda, la nuova struttura
.

Il presidente de Pascale ha evidenziato “l’importanza delle risorse aggiuntive che la Regione ha erogato per le strutture ed i progetti della Romagna, frutto anche del lavoro di pressione svolto da sindaci ed enti locali, e che ci consentiranno di mettere in cantiere importanti strutture. In particolare per quanto riguarda le case della salute – ha aggiunto il presidente – al momento è in atto la progettazione di quelle di Forlì e Rimini cui seguiranno quelle di Ravenna e di Cesena, ma una fase di progettazione di queste strutture è prevista anche per i centri più piccoli. A questo proposito sarà necessario un approfondimento sia sui ‘contenitori’, sia anche sui contenuti delle Case della Salute, sia per la parte che attiene strettamente all’Azienda, sia per quanto riguarda la partecipazione e l’accesso dei medici di famiglia. Per questo motivo l’Azienda provvederà a redigere un documento riassuntivo dello stato dell’arte delle Case della Salute della Romagna sul quale ci confronteremo nelle prossime riunioni della Ctss, in modo da condividere le linee strategiche per proseguire il lavoro”.

E collegandosi a questo aspetto, il presidente de Pascale ha infine presentato l’idea di un percorso partecipativo a supporto dell’attività complessiva della Ctss. Sarà dunque individuato un percorso che coinvolga le parti sociali, i professionisti aziendali, il terzo settore, e che possa supportare l’attività della Ctss e al tempo stesso condividerne gli indirizzi.

I sindaci presenti alla Ctss o delegati, hanno approvato entrambi i punti all'ordine del giorno con la percentuale dell'81,27 per cento della popolazione romagnola.


Già poco tempo, per i risultati ottenuti ci sono i comunicati stampi. i momenti di incontro della politica, degli eletti da noi, dei nostri rappresentati devono servire a individuare gli indirizzi per i miglioramenti.

Arrigo Antonellini  

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