lunedì 11 novembre 2019

Contrasto ai fenomeni dell’istigazione all’odio

Le astensioni di 98 senatori e i distinguo di alcuni leader politici
di Federico Faloppa



L’importante era arrivarci, e ci siamo arrivati.


Malgrado le astensioni di 98 senatori, e i distinguo di alcuni leader politici, il Senato ha approvato ieri a larga maggioranza la mozione per la costituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza, fortemente voluta dalla Senatrice a vita Liliana Segre.

Su quelle 98 astensioni si sono espressi, e si esprimeranno, commentatori e opinionisti. Come è giusto che sia. Per noi, ciò che conta è che l’obiettivo della Commissione è stato raggiunto, e che indietro non si torna. Perché finalmente si è presa coscienza – grazie all’impegno della Senatrice Segre, e grazie al continuo, strenuo lavoro svolto dai tanti soggetti che negli ultimi anni si sono occupati di monitorare e combattere i linguaggi d’odio fuori dalle istituzioni, non solo in Italia – di un fenomeno che va approfondito, conosciuto, contrastato. Quello, appunto, dell’istigazione all’odio e alla violenza, cresciuto rapidamente e drammaticamente negli ultimi anni – insieme ai casi di razzismo e antisemitismo – come da mesi ci raccontano le cronache, e le denunce di chi ne è bersaglio.

Stiano tranquilli quelli che paventano, con l’istituzione di questa Commissione, l’arrivo del grande fratello orwelliano, del controllo di parole e pensieri, della censura di Stato. Nessuno dei proponenti, a partire dalla Senatrice Segre, né di chi lavora seriamente su questi temi pensa in alcun modo di limitare la libertà d’espressione, o di lanciarsi in qualche caccia alle streghe all’insegna del “politicamente corretto”. Agitano questo spauracchio solo quelli che fanno finta di non aver capito o che – peggio – legittimano odio e violenza senza avere il coraggio di dirlo.

Saranno piuttosto, la Commissione e gli organi che l’affiancheranno, un utilissimo strumento conoscitivo e un imprescindibile tavolo di confronto per chi proverà a far rispettare la Costituzione, a cominciare dal suo fondamentale Articolo 3, e a dare delle risposte efficaci a intolleranza, razzismo, antisemitismo, e a ogni forma di istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di singoli cittadini o di gruppi di persone.

Sono sempre di più, infatti, le vittime di queste forme di aggressione e violenza: lo dicono le denunce, ma anche le segnalazioni degli utenti dei social media nei confronti di chi semina odio attaccando qualcuno o istigando altri a farlo. Lo dicono le migliaia di messaggi antisemiti ricevuti dalla stessa Senatrice Segre.

Lo dicono le cronache, che parlano di fenomeni di aggressione e di intolleranza sempre più diffusi. Lo dicono i monitoraggi e le ricerche condotti in questi anni, che hanno chiaramente individuato bersagli (migranti, persone LGBTQI, disabili), tipologie e modalità di linguaggio, profili di chi odia, canali di diffusione. E che hanno evidenziato come il linguaggio d’odio (o hate speech) non sia soltanto un fatto sporadico e individuale, dettato da un improvviso moto di rabbia, ma sia anche un atto volutamente offensivo, denigratorio, umiliante, nonché – per chi ne fa uso sistematico – un’arma ben congegnata di propaganda politica e di creazione del consenso.

Nel mercato della paura (far) odiare funziona: per vendere giornali, per raccogliere “like” sui social network, per cercare capri espiatori, per manipolare l’opinione pubblica e convincere l’elettorato. Ed è proprio questa sua pervasività, questa sua funzionalità a renderlo estremamente appetibile e pericoloso. 


Per questo salutiamo con grande soddisfazione – una soddisfazione carica di aspettative, non lo nascondiamo – la costituzione di questa Commissione parlamentare. Avendo riunito intorno allo stesso tavolo tutti i principali soggetti nazionali che si occupano di studiare linguaggi e crimini d’odio (oltre ad Amnesty International Action Aid, ARCI, ASGI, Associazione Carta di Roma, Consiglio Nazionale Forense, COSPE, , Fondazione Bruno Kessler, Lunaria, No Hate Speech Movement, OSCAD, Osservatorio di Pavia, Rete Lenford, UNAR, Vox Diritti e le Università di Bologna, Firenze, Milano, Padova, Reading, Trento, Verona), da tempo cerchiamo di capire il fenomeno dello hate speech e dei crimini d’odio per poterli contrastare meglio.

E le nostre azioni di contrasto saranno tanto più efficaci quanto più condivise non solo dal terzo settore, dal mondo del volontariato, dalle università e dagli istituti di ricerca, dalle associazioni professionali, ma anche – e soprattutto – dalle istituzioni e dai suoi rappresentanti, la cui piena consapevolezza di questi fenomeni e il cui impegno nell’arginarli sono necessari per impedire l’imbarbarimento del discorso pubblico e della convivenza sociale, e per la costruzione di politiche di inclusione e di cittadinanza.

Nell’auspicare quindi dialogo, collaborazione, e condivisione di conoscenze metodi e obiettivi tra tutti gli attori in campo, diamo il benvenuto alla Commissione augurandoci che i suoi lavori possano partire presto e sotto i migliori auspici, e che intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza possano trovare finalmente una risposta adeguata, ferma, e di lunga durata.

di Federico Faloppa
insegna all’Università di Reading, è consulente di Amnesty International Italia e coordinatore del Tavolo nazionale contro i discorsi d’odio



PS 
Il sindaco di Predappio nega il pagamento del viaggio di due studenti ad
Auschwitz. Pagherà il PD.

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