giovedì 7 novembre 2019

Il vincitore

di Roberto Cumali

È facile avere idoli sportivi specialmente se sono giovani e vincenti , ma i veri idoli , quelli che danno poesia allo sport , li incontri in un giorno che non pensavi , un giorno che pensavi di non potessi incontrare qualcuno da ricordare.


Giugno, fa caldo, arrivo al lavoro nel bar del centro sportivo , fuori i ragazzi dell’associazione stanno preparando l’evento odierno , cioè la maratona del paese che partirà alle 18 e che richiamerà atleti da tutta la zona e anche oltre.

Non sono ancora le 14 di quel mercoledì di giugno , parcheggia una fiat multipla color grigio , scende un signore anziano con pantaloncino corto e canottiera bianco e blu magro come un chiodo con due baffetti che pareva Walt Disney , chiaramente era un podista , il primo che avrebbe partecipato alla gara , arrivato giusto con poco più di quattro ore d’anticipo , entrò e mi avvicinò :

“ buongiorno “ “ buongiorno “

“ è qui per la gara podistica immagino “ “ eh già …che bel sole che c’è oggi “

“ certo , certo , però sa che partono nel tardo pomeriggio , sulle sei ? “

“ lo so , ragazzo , io vengo da Ferrara ed allora sono arrivato prima , mi rilasso un pochetto qua , posso ?”

“ certamente , si accomodi . vuole un caffè ?”

“ no , che l’ho già preso a casa . avete mica un bianchetto ?”

“ un vinello ?” “ sicuro …un frizzantino “

“ un prosecco o uno alla spina ? “ “ quello alla spina va bene , va bene “

Allora gli verso un calice e mentre glielo porto gli chiedo : “ vuole due noccioline ? due patatine ?”

“ no , no che devo correre e mi danno il fastidio “

Intanto da buon barista e da buon curioso alle mie domande sul fatto di fare ancora maratone , lo ascoltai

“ ah …è bello correre sai ? , ti libera la mente , poi in questo periodo quando vien la sera ed il rosso del tramonto si scontra ancora con l’azzurro del cielo e te sei li che corri e corri anche solo per finire quest’ostia di gara . sai , alla mia età , cosa si vuole ? , un po' di compagnia , un po' di sport e magari anche un brindisi ogni tanto , ohi , l’è bon e vin !”

“ è pignoletto dei colli imolesi “

“ oscia “

Si vedeva che ne aveva fatte di strade , che lo sport era stato davvero qualcosa nella sua vita , lo capivo dal suo fisico asciutto , dai suoi racconti di gare lontane , non aveva ancora finito di correre , ma il vino , si

“ ragazzo , potrei mica averne un altro di ‘ sti vinelli qua ?”

“ arrivo , due olive ?” “ no , che poi rimangono sullo stomaco “

Gli servo un ‘altro pignoletto spinato a tre ore dalla partenza ; nel bar pochi tennisti osano sfidarsi alla calura di quel pomeriggio , fuori due signore sorseggiano aranciate amare , tre tavoli di giocatori di carte invece si e a suon di offese e qualche bestemmia .

Il vecchio podista già preparato alla corsa ali osserva in silenzio , mi domando cosa stia pensando , forse al tramonto che vedrà oggi , al piacere di confrontarsi ancora in gare competitive , lo invidio , io così rinunciatario a qualsiasi sport al minimo accenno di stanchezza .

I ragazzi dell’associazione che organizza la gara hanno finito di preparare : striscioni , gonfiabili e stand sono montati , i curiosi che vengono dalla vicina parrocchia chiedono che festa ci sarà , l’anziano podista già preparato alla festa non ha ancora finito di pensare , ma il vino , si .

Mi dice solo “ ragazzo …” per poi farmi il segno col pollice rovesciato , certo un altro vino ancora

“ due taralli ? , una pizzetta ? “

Dice due cose alquanto impastate che intuisco vogliano dire siano un no che dopo corro però il

“ bon ..bon come se chiama il vin?” lo dice bene

“ pignoletto dei col…ecc..ecc..”

“ già , vero , bon “

Poco meno di un’ora alla partenza , altri podisti arrivano con le loro canottiere numerate , mi si affolla il bar , tutti chiedono caffè , bottigliette d’acqua e dove sia il bagno , il vecchio podista già preparato alla corsa mi passa davanti , dice “ ragazzo , faccio un riposino di un quarto d’ora che adeso ci vuole “ e s’incammina verso la multipla .

Sei meno dieci , podisti d’ogni età hanno invaso tutto il perimetro del bar : hanno sommerso i giocatori di carte , i curiosi della vicina parrocchia e tutti gli atleti che praticano altri sport da noi .

Mentre sparecchi un tavolo esterno cerco con lo sguardo quella canottiera bianca e blu che mi ha fatto compagnia per tutto il pomeriggio , ma no la trovo , convinto sommerso anche lui dalla migliaia di atleti pronti alla partenza .

Parte il colpo con quella pistola che usano per far partire chi corre , parte una valanga umana di canottiere numerate .

Allora esco di nuovo , ne approfitto per sistemare : cartacce e bottigliette cadute sull’asfalto ed intanto guardo il cielo col il rosso del tramonto che si scontra ancora con l’azzurro del cielo .

La gara è finita , poco lontano ci sono le premiazioni , riordino i tavoli , una portiera di un multipla si apre , un vecchio podista esce stropicciandosi gl’occhi , era preparato ad una gara che non ha fatto , un vecchio podista era in anticipo ma ha fatto tardi e non ha vinto .

Ma per me ha vinto lui , il cielo è stato come diceva e troppe volte non me ne sono mai accorto

Meraviglia della natura , degli sportivi che non vengono mai ricordati e che perdono

Ma che la loro sconfitta diventa , nelle menti dei pensatori,

poesia.


Roberto Cumali
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