lunedì 11 novembre 2019

Matteo Renzi

Piace ascoltarlo


Ero Renziano della prima ora, convinto dalla rottamazione, non condivido la sua uscita dal PD, per la sua personale visibilità, presunzione.

Ma con l'aria che tira è l'unico della sinistra che si ascolti con piacere, che dia speranza agli antisalviniani, che sappia darci un briciolo di fiducia, di speranza. 

La politica oggi si fa con i leader, senza si perde, si vivacchia, e che Renzi lo sia un leader, almeno quanto lo è Salvini, è fuori discussione. 

Renzi ad oltre il quaranta per cento dei consensi ci è arrivato, Salvini ancora no, e come fece Berlusoni nei suoi anni, i leaders perdono ma poi possono rivincere, se sono dei leader.

Il problema è semmai che Renzi sa di esserlo, anche troppo, e non sai mai esisti leader che siano anche modesti.  

Impossibile dimenticare comunque che è stato Renzi a regalarci Mattarella alla Presidenza, che è stato lui a farci evitare il suicidio delle elezioni anticipate, che continua, sicuramente a ragion veduta, a sottolineare che si voterà quando lo dice la nostra Costituzione.

Fondamentale ora che anche Di Maio e Zingaretti condividano questa cosa; l'alternativa, lo sanno tutti, è dare il Paese ai barbari: tieni Salvini, queste sono le chiavi, noi togliamo il disturbo. Per quanto, cinque anni? dieci?

Arrigo Antonellini

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