lunedì 4 novembre 2019

Sul calo delle nascite all'ospedale di Lugo

Interviene l'Ausl

Dice: "Rispetto alla dislocazione delle strutture, non vi è alcuno “svuotamento degli ospedali minori”: al contrario il Piano di Riordino ospedaliero prevede la valorizzazione della rete dei presidi ospedalieri sul territorio, mirata a massimizzare la qualità della presa in carico dei pazienti in relazione all’intensità delle cure, attraverso le peculiarità di ogni singolo presidio.



Per quanto riguarda in particolare i punti nascita, nessuno sta “dirottando” i parti e non vi è stata l’eliminazione di “specializzazioni pediatriche ed ostetriche” a Lugo e Faenza; piuttosto i parti a rischio vengono indirizzati presso i presidi meglio attrezzati per assisterli nell’esclusivo interesse delle donne e dei nascituri. 

Sicurezza che sarebbe messa a repentaglio se, invece, si utilizzasse la logica di “fare numero” in tutti gli ospedali".

Non si può essere più chiari nel dichiarare che esistono presidi meglio attrezzati per assistere i parti ed altri meno, per prendere atto che nei tre ospedali della nostra provincia i livelli di sicurezza non sono uguali, ma sono diversi.

Non c'è bisogno che qualcuno dirotti i parti su Ravenna, ci pensa l'ovvia volontà di dare a se stessi il meglio, il livello più alto possibile di sicurezza, alle partoriente, per se stesse e per le loro creature a farlo, per ridurre sempre più il numero di quelle cui non interessa (??) o che sono meno informate, le extracomunitarie, ad esempio...

Sarebbe interessante conoscere i dati, che qualcuno li chiedesse (i Verdi che tra l'altro sono in Giunta a Lugo) di quante extracomunitarie partoriscono a Lugo e quante a Ravenna.

Arrigo Antonellini

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