venerdì 14 febbraio 2020

L'ospedale

Voto più che buono



Può capitare che a 140 anni, 70 a testa, mia moglie ed io, lo si frequenti ed anche spesso.

Un tema che fortunatamente non interessa i nostri giovani lettori che però stando anche ultimi dati ISTAT sono sempre meno (e fortuna che in Italia non siamo tutti di razza italica!) mentre noi, meno giovani, cresciamo a dismisura.

Un esempio a caso.

Alle 9 non stai in piedi e vomiti.

Alle 10 al pronto soccorso.

Pressione, elettrocardiogramma, esame del sangue, visita medica, flebo, TAC, visita specialistica, iniezione, una cura da fare a casa, alle 15 sei a casa, in piedi.

1) La gentilezza di tutto il personale, l'essere una persona non un codice o un numero, da parte di chi fa turni massacranti e con un salario basso.

2) La competenza, i problemi, ovviamente quasi tutti, li risolvono, "ti rimettono in piedi".

3) Una "roba" che ti dà la certezza non possa essere messa in discussione, l'ospedale di Lugo, come invece succede per troppe cose a Lugo. Nessuna follia potrebbe farlo, chiuderlo, mettendo in crisi cotante persone che trovano soluzione ai loro problemi "vicino" a casa, a partire dai ventimila che ci arrivano in cinque minuti e molti dei quali, appunto non giovanissimi e che quindi non si spostano con facilità.

4) Poi può anche capitare anche di avere un problema serio, allora ti portano a Ravenna non a Milano e succede che ti fanno una cosa che se non fossero stati capaci di fare, ora non saresti qui ad annoiare i lettori di PavaglioneLugo net.

5) Infine, per essere sintetici, va annotato che In Italia capita anche che quanto sopra non ti costi un euro, non è mica vero che si possano curare solo chi di euri ne abbia tanti, fatte le dovute eccezioni, ovvio.

Arrigo Antonellini
   

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