venerdì 6 marzo 2020

E la sanità privata?

Riceviamo dal Partito Comunista e pubblichiamo

L’emergenza sanitaria causata dalla epidemia di Covid-19 sta evidenziando i danni che anni ed anni di tagli e riduzioni delle risorse, nel segno della ideologia del “mercato” e della superiorità del “privato”, hanno causato al nostro Servizio Sanitario.


Ed è importante rilevare come, nonostante ciò, il servizio stesso stia operando bene pur con tutti i suoi limiti, anche grazie alla abnegazione degli operatori di tutte le categorie sanitarie. Ma non è sul volontariato, sulla buona disposizione dei singoli che può basarsi la gestione di un servizio.

Sono anni che ci raccontano che il privato ”è più efficiente”, che la gestione pubblica dei servizi “è causa di sprechi e malversazioni”… ma al momento reale di necessità SOLO IL SERVIZIO PUBBLICO si rivela in grado di farvi fronte, di attivare efficaci procedure di prevenzione e di contenimento dell’epidemia, di rispondere alle legittime richieste dei cittadini colpiti. 

Nonostante decenni di tagli, di mancato turn-over del personale, di sottrazione di risorse, risorse che invece sono state generosamente elargite proprio a quella sanità “privata” che, quando non vi sono reali occasioni di profitto, risulta perfettamente inattiva.

D’altro canto la struttura, pur martoriata, del Servizio Nazionale che ancora in Italia regge, ci permette di essere, checché se ne dica, più “armati” rispetto ad altri paesi nei quali la sanità è garantita solo a chi può permettersela. 

Di essere quantomeno più attrezzati per il contenimento dell’epidemia, come si sta facendo in questi giorni.

Per questi motivi, motivi che divengono reali e tangibili proprio in questa occasione di difficoltà e di rischio diffusi, il Partito Comunista Italiano riafferma la necessità di sottrarre il Servizio Sanitario (come tutti i servizi pubblici) alle logiche del profitto e del mercato. Il Servizio Sanitario Nazionale deve essere completo, organico, universale, di qualità, e soprattutto gratuito: il diritto alla salute è per l’appunto un DIRITTO e non una “domanda” da rivolgere ad un mercato.

Il PCI difende e sostiene tutti i diritti della cittadinanza, a partire dalle classi lavoratrici e dagli strati più deboli della popolazione. A partire da sabato 7 marzo e per le prossime settimane saremo presenti nelle piazze e davanti alle strutture sanitarie a diffondere e sostenere queste nostre idee, questi diritti inalienabili che vogliamo vedere soddisfatti dalla collettività e non dal “mercato”. 

Per garantire a tutti i cittadini il Servizio del quale hanno diritto, ed ai lavoratori che nel Servizio operano, una struttura all’altezza delle necessità, che non debba poggiare in misura sostanziale sulla loro abnegazione, della quale comunque siamo loro molto riconoscenti.

Partito Comunista Italiano Emilia Romagna
la Segreteria Regionale

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