sabato 7 marzo 2020

Perchè non aumentare le tasse?

Dopo queste righe chiuderò il giornale non ci leggerà più nessuno



Ma qualcuno mi ha detto che sono uno spirito libero, non devo rendere a nessuno se non a ciò che penso.

Il coronavirus sta mettendo in forte difficoltà la nostra economia, i nostri redditi, ma ovviamente non in parti uguali, a chi più a chi meno.

A esempio meno ai lavoratori pubblici, ai pensionati che godono del vantaggio del reddito garantito, insieme al peso di pagare più tasse !

Di più ai lavoratori del turismo, del trasporto privato, ai commercianti, aglii operatori della cultura e a tanti altri.

Il giusto appello alla solidarietà, in primis di Mattarella, è forte.

La solidarietà espressa a parole è un pò poco.

I costi della sanità pubblica salgono alle stelle, le cure sono gratuite, gli incassi di tante categorie di lavoratori, di tante aziende, crollano.

Già, una perdita di 50 miliardi ha calcolato Salvini, dopo aver sentito tutti e forse almeno i conti lui li sa fare.

Gli manca un dettaglio, dire da dove prenderli questi 50 miliardi per rimborsare tutti che lui chiede al governo.

Dalle tasse, ovvio, non ci sono alternative e le tasse proporzionali al reddito sono le uniche a poter fare recuperare denaro caldo e con quel denaro fare redistribuzione, incassare subito e redistribuire subito a chi subisce i danni maggiori.

Pago di più ma mi danno subito i soldi per pagare chi mi tiene i figli, per recuperare quanto non ho incassato in meno e non chiudere la mia attività.

Paghiamo ancora 10 "lire" al litro sulla benzina per la spesa di una guerra che facemmo tantissimi anni fa.

Tutti chiedono, battono cassa, diciamo di no a tutti, per poi trovarci tutti in ginocchio se molti chiuderanno rimanendo senza lavoro, in cassa integrazione, con il reddito di cittadinanza?

Facciamo ancora più debito per poi pagare interessi sempre più alti, "mangiando il grano in erba", diceva la mia Ragioniera in Provincia?

La politica non lo farà per non perdere consenso? Tanto il conto più salato lo pagheremo noi, i nostri figli! I numeri sconti non ne fanno, se ne fregano dei virus.

E' tempo di dare gambe alla solidarietà.

Arrigo Antonellini

Laureato in economia
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